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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Il traguardo del primo semestre si avvicina a grandi passi e con la tacca di metà anno arrivano anche le prime previsioni - in cifre, non solo impressioni o sentiment - su quello che sarà il bilancio dell'intero 2015.
Ci pensa anzitutto l'Istat a ordinare gli elementi fino ad ora disponibili, provando a dare un'occhiata anche ai successivi due anni (2016 e 2017, quindi) di un'economia italiana che sembra avviata lentamente verso la svolta.
A partire anzitutto da quel dato chiave da cui tanto dipende, ovvero il Pil (Prodotto interno lordo) che l'istituto di via Balbo - dopo la fase di contrazione proseguita nel 2014 (-0,4%) - prevede nel 2015 in salita dello 0,7%.
A cui seguirà una crescita dell’1,2% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017.
“Le prospettive di breve termine indicano una ripresa dei ritmi produttivi – si legge nel report diffuso questa mattina dall'Istituto di statistica (il testo integrale è in allegato) - come l’evoluzione positiva del ciclo internazionale e il deprezzamento del cambio dell’euro, sia della ripresa delle componenti di domanda interna, sostenute dal basso livello dei prezzi del settore energetico e dall’atteso miglioramento delle condizioni del credito”.
L'Istat è facile profeta sul credito, perchè riferisce di un trend monitorato, giorno per giorno, anche da Monitorimmobiliare sul fronte più specifico dei mutui casa.
Riflettori puntati anche sulle iniezioni di liquidità: “Solo nell’ultimo trimestre del 2014 gli investimenti hanno registrato una prima variazione positiva (+0,2%).
Il leggero rialzo ha riflesso l’incremento della componente delle macchine, attrezzature e armamenti (+1,4%), il rallentamento della caduta delle abitazioni (-0,1%) e la variazione positiva per i prodotti della proprietà intellettuale (+0,2%).
E’ rimasto decisamente negativo l’andamento delle altre opere di costruzione”.
Mentre dal 2015 in corso - dove a giocare a favore si aggiunge il piano di quantitative easing voluto dalla Bce in Europa - ci sia aspetta una “crescita degli investimenti che si attesterà all’1,2% e sarà trainata principalmente dalle macchine e attrezzature e dalla spesa in beni della proprietà intellettuale, a cui si accompagnerà un lieve recupero della componente residenziale.
La dinamica degli investimenti in altre opere di costruzione risulterà in lieve rallentamento nell’anno in corso”.
Totale: al pessimismo sul fronte dei cantieri e delle costruzioni - del resto confermato anche dal rapporto di Confcommercio sui consumi degli italiani, dove si parla invece in generale di un “graduale trend di ripresa” - si contrappone una certa aria di giustificato ottimismo sul fronte del mercato abitativo, dove le previsioni di Luca Dondi di Nomisma – guarda la videointervista raccolta ieri da Monitorimmobiliare – mettono in conto una chiusura a quota 450-460mila compravendite residenziali a fine 2015, con quindi 20-30mila rogiti in più rispetto al consuntivo 2014.
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