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20 Giugno 2014

Riforma Catasto: passa lo schema per le commissioni censuarie

di C. G.

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Un altro passo in avanti, questa volta più tecnico che politico, verso la riforma del Catasto.

Nella mattina di oggi il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della delega fiscale sulla composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle commissioni censuarie. 

A loro toccherà un ruiolo chiave nella revisione del sistema estimativo.

“Il provvedimento - sottolinea una nota diffusa al termine del Cdm - è propedeutico alla riforma del Catasto prevista dalla delega”.

Il provvedimento ripartisce le commissioni censuarie in commissioni censuarie locali centrale (quest'ultima con sede a Roma), definisce le sezioni (terreni, catasto urbano, catasto dei fabbricati), definisce le modalità di composizione delle commissioni sia locali che centrale (quest'ultima con 25 componenti più il
presidente), stabilisce incompatibilità e la durata degli incarichi in 5 anni.

Pronta la reazioni delle associazioni di categoria, a partire da Confedilizia che in una nota sottolinea: “Lo schema di decreto legislativo in materia di Commissioni censuarie locali e centrale approvato dal Cdm affida importanti funzioni ai Presidenti di Tribunale e ai Prefetti, che sono entrambi di per sé istituti di garanzia, che godono nel Paese di ampia fiducia.

Il provvedimento approvato, in altre parti e in specie in quelle relative alla rappresentanza, non rispetta invece la legge delega, né nella lettera né, e tantomeno, nello spirito.

Siamo comunque certi che le Commissioni parlamentari di Senato e Camera richiederanno al Governo di apportare le dovute modifiche alle parti che sono a rischio di incostituzionalità.

Dal provvedimento emerge poi evidente un chiaro tentativo di limitazione dell’intervento delle Commissioni censuarie nella definizione del nuovo Catasto, che il Parlamento ha invece profilato come costruito in contraddittorio fra le parti.

Anche a questo proposito, come per altri punti, occorre superare ogni condizionamento della burocrazia centrale e ritornare allo spirito originario.

Se lo schema di decreto fosse stato sottoposto a pubblica consultazione, come è orma d’uso in molte amministrazioni e come si era chiesto, prima di essere portato in Consiglio dei ministri, si sarebbe accelerato l’iter di una riforma attesa dal Paese, che si aspetta che l’attuale Catasto venga adeguato ai valori e ai redditi che caratterizzano un tempo di crisi del settore immobiliare che non conosce precedenti nella storia dello Stato unitario”.

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