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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
I mutui in Italia costano meno e i tassi applicati dalle banche che operano nel Paese sono, ad oggi, fra i più convenienti, con oscillazioni comprese fra l’1,03% e il 2,08% a seconda dell’istituto e del tipo di tasso scelto.
Facile.it e Mutui.it hanno analizzato come lo stesso finanziamento per l’acquisto casa venga indicizzato in 14 nazioni diverse. Per tutte le nazioni la simulazione è stata compiuta considerando un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro e un piano di restituzione ventennale.
In Italia questo finanziamento oggi è indicizzato con TAEG compresi fra 1,03% ed 1,10% se a tasso variabile e fra 2,01% e 2,08% se a tasso fisso. In Europa va meglio solo ai tedeschi e ai francesi che per il tasso fisso si vedono applicare rispettivamente TAEG all’1,70% e all’1,87% e, soprattutto, agli svizzeri che per comprare casa col mutuo devono considerare un tasso dell’1,65% se scelgono il tasso fisso e dello 0,65% se optano per il variabile.
Se in Spagna i tassi non sono troppo lontani da quelli italiani (fra 1,85% e 2,10% se fisso; fra 0,80% ed 1,20% se a tasso variabile), va peggio a chi vuole comprare casa nel Regno Unito o in Grecia. In UK le banche applicano indici pari al 4,20% se a tasso fisso e al 3,30% se a tasso variabile; se si guarda ad Atene, invece, i tassi applicati per i mutui salgono ancora, arrivando al 3,62% nel caso del variabile e al 5,50% per un fisso.
A Singapore i tassi applicati sono dell’1,45% per il fisso e dell’1,28% per il variabile. Negli Stati Uniti chi compra con un mutuo a tasso fisso ottiene TAEG quasi doppio rispetto a quello italiano, con valori compresi fra 3,38% e 3,96%. In Australia la situazione è simile: le banche concedono finanziamenti con TAEG al 4,25% per il tasso fisso e fra 3,66% e 3,74% per quello variabile. Spostandosi in Cina si vedono tassi applicati doppi per mutui indicizzati con tasso variabile (2%) e più che doppi per quelli con tasso fisso (4,90%).
In Russia chi sottoscrive un mutuo a tasso fisso ha un indice del 12,50%, in Uganda il variabile arriva al 20% e in Nigeria il fisso al 23%.
Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it: “I tassi nell’area Euro restano abbastanza allineati tra di loro visto che tutti i paesi utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor). Le variazioni del costo del denaro che notiamo sui mutui sono quindi riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione e al cosiddetto rischio paese, un concetto simile a quello di spread usato per i titoli di stato. Un discorso diverso vale invece per il Regno Unito, dove i mutui, non essendo denominati in Euro, hanno dinamiche slegate da quelle del resto di Europa.
Tassi di interesse elevati denotano un’economia in forte evoluzione con inflazione, e crescita potenziale, tipica dei paesi in via di sviluppo e delle economie non ancora mature”.
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