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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Quello dei tassi di interesse sui mutui casa sembrava uno dei punti di forza per provare a far ripartire un mercato residenziale fermo al palo come quello italiano.
E invece il confronto con l'Europa ci rimanda una realtà diversa.
Perché a giugno i tassi sui prestiti concessi dalle banche italiane per il finanziamento della casa sono scesi ad un media del 2,20%, con un trend positivo - ribadito più volte. anche in termini di erogato, dalla Banca d'Italia e dall'Abi - che rende i prestiti da questo punto di vista senz'altro più abbordabili rispetto a tre anni fa, quando la media stazionava molto più in alto, a quota 3,73%.
Peccato che rispetto all'Eurozona a 19 Paesi - quest'anno la media generale dei tassi nell''area è al 2,02 per cento – i prodotti italiani restino tra i più cari (senza contare le difficoltà che gli sportelli italiani hanno ad erogare credito a famigli ed imprese, malgrado il piano di quantitative easing inaugurato ad aprile dalla Bce per tutti i Paesi di Eurolandia).
Il caro tassi lo fa notare la Cgia di Mestre (vedi tabella in allegato con i tassi dei singoli Paesi), che allarga l'analisi anche all'andamento dell'erogato prestato dagli istituti di credito, sempre alla voce casa.
In area euro dal 2011 al 2015 l’incremento di questa voce è stato del 2,6%, mentre in Italia il dato è rimasto pressoché stazionario, al -0,7 per cento.
In termini assoluti, lo stock che le banche italiane hanno erogato al 30 giugno di quest’anno è pari a 359 miliardi di euro.
Si tratta anche in questo caso di un valore inferiore rispetto al dato, ad esempio, olandese (401,9 miliardi di euro), a quello spagnolo (565,8 miliardi), a quello francese (875,8 miliardi) e a quello tedesco (1.061,3 miliardi).
“Sebbene i tassi siano in calo gli effetti positivi di questa tendenza li avvertiremo molto probabilmente solo verso la fine dell’anno – spiega Paolo Zabeo della Cgia –. La situazione del mercato delle nuove abitazioni rimane ancora molto difficile, con pesanti ricadute su tutto il comparto dell’edilizia.
Segnali interessanti, invece, si registrano nei settori delle ristrutturazioni/risanamento conservativo che sono orientati ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Grazie alle detrazioni fiscali del 50 e del 65 per cento, la domanda di queste misure, soprattutto al Centro-Nord, resta molto elevata”.
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