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27 Novembre 2017

Dall'Europa una spinta alla concessione dei mutui

di Luigi dell'Olio, Monitorimmobiliare

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Non solo cattive notizie dal fronte europeo. Per settimane si è discusso della possibile stretta sulla contabilizzazione degli Npl (ipotesi che sembra aver perso consistenza negli ultimi giorni) su proposta della Vigilanza Bce, una prospettiva che ha penalizzato fortemente i titoli del settore. Ora invece giungono notizie positive per il mercato immobiliare.

Assorbimento soft

Il Parlamento Ue ha accolto gli emendamenti proposti dall’Abi (Associazione bancaria italiana) relativi al capitale richiesto alle banche per mutui e prestiti da cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Per il momento la riforma è a livello di bozza, ma le indicazioni che emergono sono chiare: nel nuovo regolamento sui requisiti patrimoniali (noto con l’acronimo Crr), la ponderazione sui mutui è stata portata dal 35 al 20% per i finanziamenti con loan-to-value inferiori al 75%. Dunque, se l’aula approverà questa versione, le banche dovranno fare i conti con un minore assorbimento di capitale per i mutui meno rischiosi. Lo stesso vale i finanziamenti derivanti dalla cessione del quinto di stipendio o della pensione: la ponderazione è stata abbassata dal 75 al 35%.

Le conseguenze

Questa decisione, se confermata, dovrebbe spingere gli istituti di credito ad accelerare sulla concessione dei mutui, riattivando un trend positivo che negli ultimi tempi – dopo una lunga corsa - si è interrotto, per il venir meno della spinta dal segmento delle surroghe. Infatti a ottobre, l’analisi delle interrogazioni sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif, rileva un calo del 20,4% nel confronto annuo, spiegato dagli analisti con il crollo dei mutui di sostituzione. In sostanza, chi doveva cambiare, lo ha già fatto in passato. Al contempo va però salutata positivamente la crescita dell’importo medio richiesto (arrivato a 125.449 euro) a indicare il fatto che le famiglie italiane sono più ottimiste sul futuro.

Tornando a Bruxelles, l’iter ora prevede una fase in cui il Parlamento Ue raffinerà la sua proposta in vista della la fase di negoziazione tra Parlamento, Comm issione e Consiglio Ue, che dovrebbe terminare entro il terzo trimestre del prossimo anno. A quel punto le nuove regole entrerebbero in vigore dai bilanci 2019, ma se le trattative andranno per il meglio gli istituti si muoveranno in anticipo, considerato la lunga durata dei mutui, e quindi la possibilità di aggiustare negli anni i calcoli per i contratti già in corso.

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