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2 Aprile 2020

Cdp, a enti locali 1,4 mld da rinegoziazione mutui

di G.I.

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Cdp offrirà un supporto finanziario a Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni per far fronte all'emergenza "con la più vasta operazione di rinegoziazione realizzata negli ultimi anni dal Gruppo: 7.200 enti potranno rinegoziare circa 135 mila prestiti per un debito residuo complessivo di 34 miliardi di euro".

La misura, spiega Cassa Depositi e prestiti, "consentirà di liberare risorse, nel 2020, fino a 1,4 miliardi di euro, che gli enti potranno destinare anche ad interventi per far fronte all'emergenza epidemiologica da Covid-19". 

L'iniziativa si aggiunge a quella già varata nelle scorse settimane relativa alla sospensione delle rate dei mutui dei comuni ricompresi nell'iniziale zona rossa delle regioni Lombardia e Veneto. 

Un plauso all'iniziativa arriva dal vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli:"Grazie a Cassa Depositi e Prestiti per aver messo in campo un'iniziativa senza precedenti, a cui abbiamo lavorato con Anci e Upi, per consentire agli enti territoriali di rinegoziare i mutui. E' l'iniziativa che ho preannunciato questa mattina, e che produrrà come effetto immediato una liquidità per gli enti territoriali di 1,1 miliardi nel 2020, alle scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre infatti verseranno solo la quota di interessi". 

Soddisfazione esprimono anche i presidenti dell'associazione dei Comuni, Antonio Decaro e dell'Unione delle Province, Michele de Pascale: "Per andare incontro alle esigenze dei Comuni e delle Province, in questo momento sottoposti, come qualsiasi azienda del Paese, a una difficoltà finanziaria senza precedenti, Cassa depositi e prestiti, su richiesta di Anci e Upi, una richiesta sostenuta dal governo, ha assunto una decisione anch'essa senza precedenti: una rinegoziazione dei mutui di tutti gli enti territoriali che si tradurrà nel far pagare alle prossime due scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre solo la quota di interessi. Un'operazione che porterà a un doppio beneficio. Uno, immediato, di disponibilità finanziaria (senza vincoli di destinazione, in base alle norme vigenti): per il 2020, 1,1miliardi in più, a tanto, infatti, ammonta la riduzione della quota capitale dei Comuni, Province e Città metropolitane. L'altro di prospettiva: la riduzione delle rate future, per l'allungamento della durata di molti dei mutui esistenti'.

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