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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Assoimmobiliare è stata audita oggi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria in relazione alle misure per l’efficientamento energetico in edilizia previste dal decreto Rilancio. Secondo l’associazione per conseguire l’obiettivo di una reale transizione ecologica del patrimonio immobiliare italiano è necessario intervenire per rendere più efficace l’attuale normativa, prevedendo un orizzonte temporale degli ecoincentivi di almeno 5-10 anni e, soprattutto, ampliando la platea degli edifici che possono beneficiare degli incentivi, attualmente limitata ai soli edifici a uso residenziale.
Come sottolineato dalla presidente Silvia Rovere, Assoimmobiliare apprezza che Parlamento e Governo stiano identificando nell'efficientamento energetico degli immobili un fattore chiave per raggiungere l’obiettivo della transizione green, tenuto conto che gli edifici contribuiscono per oltre il 70% delle emissioni di polveri sottili, per il 36% delle emissioni inquinanti complessive e per circa il 40% dei consumi energetici. Ciò a causa delle scadenti prestazioni sia dell’involucro sia degli impianti di riscaldamento e raffreddamento di un patrimonio immobiliare vetusto che risale, per oltre la metà, a prima degli anni Settanta. Assoimmobiliare ritiene vi sia un significativo margine di intervento per completare la normativa attuale in materia di ecoincentivi, estendendoli ad altre categorie di immobili, quali uffici direzionali pubblici e privati, scuole ed edilizia statale in generale, alberghi, negozi ed edifici industriali-strumentali, consentendo così di far affluire investimenti su progetti di maggiori dimensioni e di maggiore impatto rispetto all’obiettivo di riduzione dell’inquinamento.
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