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26 Ottobre 2017

Mutui, ASSOVIB: i documenti mancanti bloccano il 44% delle perizie

di E.I.

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Mancanze nella presentazione dei documenti necessari per procedere con le perizie sui mutui immobiliari, insieme a edifici non conformi sotto il profilo catastale o urbanistico, rappresentano un freno a un’efficiente concessione del credito immobiliare di cui potrebbero beneficiare i consumatori.

È quanto emerge da un'analisi condotta da ASSOVIB sulla base dei dati degli associati che hanno valutato 300.000 immobili, di cui circa il 65% oggetto di garanzia ipotecaria in nuove operazioni di finanziamento.

Secondo l’associazione, lo sviluppo di una più profonda cultura e consapevolezza immobiliare in tutta la filiera, che comprende proprietari delle abitazioni, agenti intermediari e filiali bancarie, consentirebbe di tutelare meglio sia gli stessi proprietari, sia il sistema finanziario.

Dall’analisi delle perizie immobiliari effettuate nell’ambito delle operazioni di finanziamento bancario si evidenzia che circa il 44% delle richieste di valutazione viene bloccata perché non vengono forniti i documenti necessari alla redazione della stima.

I tempi medi rilevati per il recupero della documentazione mancante sono mediamente pari a 11 giorni. La mancanza dei documenti utili alla redazione delle stime determina ritardi nel completamento delle attività e conseguentemente ritardi nel completamento delle istruttorie dei mutui.

La consegna di tali documenti in sede di conferimento incarico consentirebbe di minimizzare il numero di richieste di integrazione documentale e conseguentemente ridurre e i tempi di completamento dell’iter valutativo.

Un altro dato emerso dall’analisi è quello relativo al numero di immobili non conformi sotto il profilo catastale o urbanistico.

Circa il 17,5% degli immobili non risulta conforme alla verifica tra quanto concessionato e quanto rilevato in sede di sopralluogo. Le difformità rilevate sono spesso collegate a ristrutturazioni con modifiche della distribuzione interna degli ambienti, differenti usi degli ambienti rispetto a quanto autorizzato, ma anche aumenti della volumetria collegati o a verande o nei casi più gravi con le edificazioni di nuove porzioni di fabbricato o la totalità del bene.

Altro dato di rilievo è relativo alle difformità di tipo catastale. L’analisi ASSOVIB rileva che circa il 18,5% degli immobili non è conforme sotto il profilo catastale. Questo significa che, oltre agli immobili non conformi sotto il profilo edilizio, ancora oggi molti proprietari immobiliari non ritengono di procedere alla regolarizzazione catastale dei beni di loro proprietà dopo l’effettuazione di opere edili regolarmente assentite.

In questo contesto le società di valutazione immobiliare svolgono un ruolo importante per coniugare la tutela dei rischi con l’efficienza dei processi.  

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