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26 Gennaio 2014

Agenzia delle Entrate: urgente le riforma del Catasto

di Redazione

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La riforma dell'Imu “ha reso più urgente l'ipotesi di una riforma del sistema catastale”.

 

Una riforma peraltro, già abbozzata dal governo guidato da Mario Monti, e prevista dal ddl delega all'esame del Parlamento.

 

A sostenerlo è l'Agenzia delle Entrate in un lungo editoriale pubblicato dalla rivista semestrale Territorio Italia, edita dalla stessa Agenzia.

 

La revisione dei valori catastali "rappresenta certamente un'occasione per ripensare il ruolo dello stesso Catasto, le cui banche dati dovrebbero costituire il cuore dei Lis (Land information system) per favorire i tanto attesi processi di razionalizzazione della pubblica amministrazione e, in particolare, di tutti quegli enti e istituzioni che hanno compiti di tutela e di governo del territorio, di cui la fiscalità rappresenta un`importante componente".

 

Il tema dell'imposizione immobiliare, viene sottolineato, "non può essere circoscritto all'Imu, senza approfondire aspetti tra loro fortemente interconnessi, quali appunto la fiscalità in generale, la finanza locale, il decentramento ai comuni e lo stesso federalismo, da considerare non solo a livello di governo centrale e locale, ma anche in rapporto alle politiche e alla gestione del territorio".

 

Spiega infatti l'Agenzia: “abolizione dell'Ici ha costretto molti comuni a sopperire alle risorse finanziarie venute a mancare con politiche di marketing territoriale eccessivamente spinte per la scala degli interventi e sul piano del consumo del suolo, politiche che, di fatto, sono state a loro volta incentivate da un artificioso sviluppo del mercato immobiliare”.

 

"Negli ultimi vent`anni, molti comuni, piccoli e grandi, hanno approvato piani e progetti sovradimensionati rispetto alle domande reali con lo scopo di reperire risorse finanziarie tramite gli incassi degli oneri di urbanizzazione e costruzione”.

 

Ciò, secondo l'Agenzia ha contribuito a produrre “l'attuale condizione di sovra offerta del mercato immobiliare resa ancora grave dalla simultanea contrazione della domanda, determinata dalla crisi dell'economia reale e dalla contrazione del credito alle famiglie e alle imprese”.

 

Del resto – conclude l'Agenzia - non dobbiamo dimenticare che l'origine dell'attuale crisi è dovuta all'allentamento delle norme internazionali che regolavano il sistema finanziario, ai mutui sub-prime, all'emissione di titoli tossici a sostegno di operazioni immobiliari assolutamente fuori scala e con un elevato rischio specifico e sistemico".

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