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27 Aprile 2026
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Il secondo trimestre dell'anno si chiude nel Vecchio continente con un generale recupero alla voce locazioni di uffici prime.
Lo segnala l'European Prime Office Rental Index di Jones Lang LaSalle, aumentato dello 0,2%, pur restando in fase negativa (-0,7%) rispetto a pari periodo di un anno fa.
Il quadro di insieme - destinato, secondo JJL, ad una crescita delle locazioni moderata per il resto dell'anno - nasconde tuttavia un immagine più sfaccettata.
I mercati in tutti i quattro quadranti dell'”orologio degli uffici” - l'European Property Clock elaborato da LaSalle (scarica in allegato) – rispecchiano infatti le condizioni economiche incerte.
Nel corso del trimestre i canoni di uffici prime a Dublino hanno continuato a risalire dai minimi storici, con una crescita di +9,4%.
Cali dei canoni sono stati registrati a Lione (-5,3%), Budapest (-2,5%), Varsavia (-2%) e Barcellona (-1,4%).
I canoni prime nel West End di Londra e nella City sono rimasti invariati, rispettivamente a 1.049 sterline (1.225 euro) e 614 £ (716 euro) al mq annuo.
Ciò nonostante, le previsioni di crescita rimangono forti.
I canoni prime nel più grande mercato europeo, Parigi, sono rimasti altrettanto stabili, anche se le attuali turbolenze economiche andranno molto probabilmente a ricadere sulle previsioni a breve termine.
L'offerta resta limitata: i completamenti di progetti direzionali sono diminuiti ulteriormente nel trimestre (-11%) fino a raggiungere il minimo degli ultimi 10 anni.
Con appena 720mila mq consegnati nel secondo trimestre 2013, i volumi sono stati del 50% al di sotto della media quinquennale.
Con 1,5 milioni di metri quadrati completati nel primo semestre in Europa, la situazione suggerisce un leggero rischio al ribasso delle previsioni fatte all'inizio di quest'anno dei volumi sull'intero anno (previsioni che superavano i 4 milioni di mq), anche se i livelli di completamento trimestrali sono previsti in crescita.
Sul fronte della domanda, l’assorbimento di spazi ad uso ufficio nel Q2 in Europa è leggermente aumentato rispetto al trimestre precedente (+5%), ma è sceso rispetto al Q2 2012 (-3%) ed è al di sotto della media quinquennale (-5%).
Miglioramenti nelle attività degli occupier sono stati registrati nell'Europa Centrale e dell’Est (+5% e +7% rispettivamente).
L'attività in Germania si è mantenuta dinamica in tutti i mercati inseriti dell'indice, tranne che ad Amburgo, Il mercato degli uffici di Londra ha mantenuto il passo, sospinto da un elevato take up nella City.
Si è registrato del fermento anche nel mercato degli uffici di Stoccolma.
Tuttavia, i volumi in Europa occidentale sono stati fortemente influenzati dalla debolezza del mercato parigino, dove i volumi nel Q2 sono scesi del 4% rispetto ad un primo trimestre già in tono minore.
Nel complesso, l'attività degli occupier rimane ostaggio dell'incertezza sulle prospettive economiche a breve termine, così come i deboli mercati del lavoro.
Gli occupier rimangono attenti ai costi e continuano a esaminare con molta cautela le loro opzioni di leasing.
"Abbiamo elementi per affermare – ha concluso Lee Elliott, head of Emea Research in Jones Lang LaSalle - che gli occupier sono pronti a spostarsi in vista della possibilità di realizzare un chiaro guadagno in termini di efficienza delle superfici, della produttività sul posto di lavoro e/o di location.
Tuttavia, l'attività dipende dalla volontà e dalla capacità dell'occupier di impegnarsi e investire di fronte all'attuale clima di incertezza.
Vi sono alcuni segnali iniziali di miglioramento del sentiment in determinati mercati, ma dovranno essere sostenuti e ampliati, se vogliamo che l'espansione della domanda si materializzi".
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