Ultime notizie

22 Luglio 2014

Fimaa e Fiaip: perché hanno visioni diverse su Enasarco?

di Maurizio Cannone

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
 
Entrambi rappresentano gli agenti immobiliari.
Stessa attività dunque ma riguardo a Enasarco non si riesce a comprendere perché Fiaip stia lottando per la cancellazione dell’ente mentre Fimaa, di contro, ha recentemente firmato un accordo con loro.
Per capirlo Monitorimmobiliare ha intervistato i due presidenti nazionali: Paolo Righi per Fiaip e Valerio Angeletti per Fimaa.
 
Ecco la verità su Enasarco
Valerio Angeletti, presidente nazionale Fimaa
 
-Perché FIMAA ha siglato l’accordo con ENASARCO?
Enasarco ha effettuato nel corso degli ultimi anni numerose ispezioni presso le Agenzie immobiliari. Questo perché secondo l’Ente i rapporti di lavoro che legano gli Agenti immobiliari sia con i collaboratori con partita iva iscritti al Rea sia con gli eventuali collaboratori di supporto non abilitati (e dunque non iscritti al Rea) sono riconducibili al contratto d’agenzia (ex artt. 1742 c.c.) e pertanto soggetti al regime della Fondazione. Tali ispezioni, in molti casi, hanno coinvolto e colpito duramente la gestione del lavoro delle Agenzie immobiliari con verbali di contestazione e con conseguenti pesanti sanzioni, anche di centinaia di migliaia di euro a cui vanno sommate le costose spese legali relative al giudizio. Le sentenze del Tribunale di Roma (che ha competenza esclusiva nei giudizi in cui è parte l’Enasarco), sono state tutte sfavorevoli alle Agenzie immobiliari. Pertanto per evitare il diffondersi di tale contenzioso, FIMAA è intervenuta prontamente aprendo insieme ad Anama e Fiaip un tavolo di confronto con i responsabili Enasarco. Dopo 18 mesi di duro lavoro, a cui hanno partecipato costantemente tutti i rappresentanti delle tre Associazioni di categoria, è stato elaborato un Protocollo di intesa sottoscritto, il 3 giugno 2013, solo tra FIMAA - Anama ed Enasarco. Nel Protocollo FIMAA e Anama hanno ribadito che gli Agenti immobiliari devono essere lasciati indisturbati. Determinati nel difendere tale posizione abbiamo anche formulato un apposito ed articolato interpello al Ministero del Lavoro di cui attendiamo il relativo provvedimento. Nel Protocollo d’Intesa è stato inoltre affrontato il caso degli eventuali collaboratori di supporto alle Agenzie che non svolgono l’attività della mediazione immobiliare, come i collaboratori con partita iva non iscritti al Rea: questi sono gli unici ad essere soggetti al regime della Fondazione. Il Protocollo d’intesa, ribadiamo, è stato sottoscritto per evitare sanzioni e ulteriori aggravi verso le Agenzie immobiliari in occasione delle ispezioni da parte degli organi preposti e per formalizzare posizioni lavorative chiare e trasparenti contro l’abusivismo.

-Fimaa ha difeso gli Agenti immobiliari?
Certamente. FIMAA come Associazione di categoria più numerosa e rappresentativa si sta battendo a spada tratta, collaborando con il Ministero del Lavoro, affinché siano esclusi dai contributi Enasarco tutti gli Agenti immobiliari. In questo modo abbiamo bloccato i possibili contenziosi per circa due anni. Inoltre sempre in tema Enasarco, per le Agenzie immobiliari che non abbiano dichiarato collaboratori rientranti nella casistica dei collaboratori con partita iva non iscritti al Rea, la Fondazione per un periodo di 5 anni dalla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa riconoscerà la sussistenza di oggettive incertezze interpretative.

-Che ha fatto FIMAA per informare la sua base associativa?
Oltre 40 incontri nel territorio a livello provinciale, regionale e interregionale, newsletter e circolari informative. Inoltre offriamo assistenza ai nostri associati tramite la fitta rete delle FIMAA provinciali. La FIMAA è un sindacato serio che si assume le proprie responsabilità per difendere il comparto ed arginare tutti i contenziosi che possano ostacolare la libera impresa, come quello che si era aperto con Enasarco e che sarebbe costato migliaia di euro alle singole Agenzie immobiliari se non fossimo intervenuti attraverso il dialogo e la collaborazione nel rispetto della legge e contro ogni forma di abusivismo nel settore.

-È vero che si possono “cacciare via” gli ispettori Enasarco?
Di sicuro a nessuno piacerebbe ricevere un’ispezione da parte di Enasarco, ma la nostra risposta è no. Gli ispettori Enasarco sono pubblici ufficiali che esercitano azioni di vigilanza ispettiva sia per l'accertamento della natura del rapporto di agenzia sia per l’osservanza degli obblighi contributivi, potendo contare sulla propria rete di sedi periferiche e sistemi informatici di verifica con INPS, Agenzia delle Entrate e Camere di Commercio. Inoltre, il valore medio prescritto per verbale ispettivo è passato dai 1.880 euro del 1997 agli oltre 9.000 euro del 2010, pertanto se non fossimo intervenuti in tempo per arginare il contenzioso con la Fondazione sarebbe stata un’ecatombe per le Agenzie immobiliari.

-Quali sono i vantaggi per le imprese che aderiscono?
Il Protocollo d’intesa ha posto un freno al diffondersi di un contenzioso che stava assumendo, inevitabilmente, proporzioni molto ampie con costi e sanzioni elevati e che si è concluso con sentenze sfavorevoli nei confronti delle Agenzie immobiliari, anche se queste hanno agito in buona fede. In tale contesto, abbiamo invitato la Fondazione Enasarco a rinunciare a raccogliere quanto i Tribunali gli consentivano. Tra i vantaggi del Protocollo d’Intesa va anche annoverato quello di dare certezza per l’Agente immobiliare della natura del rapporto di collaborazione, infatti va anche sottolineato che la riforma Fornero è intervenuta sulle prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo, introducendo una serie di presunzioni legali destinate ad incidere sulla qualificazione giuridica del rapporto, con la conseguenza che l’imprenditore, che abbia collaboratori a partita iva che operano in regime di “monocommittenza”, correrebbe il rischio di vedersi trasformare i relativi rapporti di collaborazione in rapporti di lavoro dipendente.

 
IL CASO CONCRETO: ISPEZIONE ENASARCO
 
Nell'autunno del 2010 ho ricevuto presso la sede della mia società la visita di un ispettore dell'Enasarco, il quale con regolare mandato mi ha chiesto di fornire in copia tutta la documentazione riguardante i rapporti di collaborazione con i vari collaboratori agenti immobiliari che operavano nella mia struttura nei 5 anni precedenti.
Sorpreso da questa richiesta con l'aiuto del commercialista ho fornito tutto quello che mi è stato richiesto pensando che essendo tutti liberi professionisti con la loro posizione fiscale e tutti iscritti all’Inps non avessimo nulla a che fare con l'Enasarco.
Pochi giorni dopo mi è stato recapitato a mezzo raccomandata un verbale dove venivo invitato a pagare tutta la contribuzione Enasarco degli ultimi 5 anni, le sanzioni gli interessi di mora e alcune spese accessorie. Né il commercialista né l'associazione di categoria era al corrente che chi opera come agente immobiliare fosse soggetto a pagare oltre all'Inps anche l'Enasarco. Incredulo rivolgendomi al mio legale ho provato a difendermi affrontando il giudizio di primo grado con il Foro competente a Roma. La sentenza mi ha dato torto citando che anche se i collaboratori sono agenti immobiliari, si sono comportati da agenti di commercio dato che fatturavano regolarmente alla mia società i loro compensi provvigionali.
La sentenza era provvisoriamente esecutiva e l'Enasarco mi ha proposto o di ridurmi parzialmente la parte relativa al ritardato pagamento se rinunciavo a ricorrere in Appello o di dilazionare in alcuni mesi il pagamento dell'intera sanzione.
Decidendo di ricorrere in Appello perché mi sembrava quasi un tentativo di estorsione, ho subìto il pignoramento del conto corrente della mia società per il 150% del valore dell'intera sanzione. Ho dovuto ovviamente pagare tutta l'intera sanzione ed ora sono in attesa della sentenza in Appello rinviata di oltre un anno dalla data prefissata; finora ho di poco superato i 100.000,00 euro tra sanzione e spese sostenute (tutte voci non detraibili).
Sono un operatore che opera da 29 anni in Friuli Venezia Giulia. Se non avessi la passione per il mio lavoro che mi guida avrei chiuso la mia attività.
Firmato Maurizio Fabiani, agente immobiliare
 
Agenti immobiliari: Enasarco? No grazie!
Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip

In questi giorni molte agenzie immobiliari stanno ricevendo delle indicazioni da Fimaa-Confcommercio, per far si che gli agenti e i collaboratori delle agenzie, già iscritti all’Inps, si iscrivano ad Enasarco in forza di un protocollo che consente di “regolarizzare la posizione contributiva” richiesta dall’ente previdenziale.

L’inquadramento ipotizzato da Enasarco per i collaboratori “non abilitati” che operano all’interno delle agenzie immobiliari, si fonda su un’interpretazione del tutto arbitraria della Fondazione  in quanto non ha riscontro alcuno nella legge.

Come Fiaip riteniamo del tutto ingiustificata la richiesta di adesione degli agenti immobiliari ad Enasarco, un ente pensionistico privato per agenti di commercio, i quali per legge sono incompatibili con gli agenti immobiliari.

La figura dell’agente di commercio non è, infatti, contemplata nel settore dell’intermediazione immobiliare poiché tutti coloro che esercitano l’attività di mediazione all’interno delle agenzie immobiliari devono essere in possesso del titolo abilitativo e devono risultare iscritti al Registro delle Imprese/REA ex art. 73 del D.lgs.n. 59/2010 (oltre tutto, “l'iscritto non può delegare le funzioni relative all'esercizio della mediazione, se non ad altro agente di affari in mediazione iscritto nel ruolo.”  ex art. 3, comma 2, L.n. 39/89).

Gli unici collaboratori non abilitati di cui si può avvalere un agente immobiliare sono soltanto coloro che all’interno dell’agenzia svolgono attività estranea alla mediazione, come gli addetti all’attività di segreteria o di supporto informatico ad esempio: trattasi di mansioni che, per loro natura, non possono che essere svolte in funzione di dipendente o di fornitore e non nella forma imprenditoriale autonoma tipica del contratto di agenzia.

La possibilità di regolamentare i rapporti di collaborazione con i soggetti non ancora in possesso del titolo abilitativo è invece fornita dal contratto di apprendistato professionalizzante, già previsto nel contratto collettivo concluso tra Fiaip e le parti sociali.

Considerare operatori di agenzie immobiliari, siano essi abilitati o meno, gli agenti di commercio significherebbe, al contrario, legittimare in qualche modo l’abusivismo all’interno delle agenzie immobiliari - per quanto riguarda i primi -  ed aggirare i criteri introdotti dalla Legge Fornero per individuare le false Partite IVA – per quanto riguarda i secondi. 

A ciò si deve aggiungersi una precisazione ancor più rilevante per Fiaip: le attività di agente immobiliare e quella di agente di commercio sono incompatibili per legge (art. 5, comma 3, L.n. 39/89; art. 5 L.n. 204/1985).

Quindi, fermo restando che i collaboratori “titolati” già iscritti al Registro delle Imprese/REA ex art. 73 D.lgs.n. 59/2010 non possono ovviamente esercitare attività di agente di commercio né risultare iscritti al Registro delle Imprese/REA ex art. 74 D.lgs.n. 59/2010 (iscrizione obbligatoria per gli agenti di commercio) in quanto incompatibili, altrettanto infondato risulterebbe essere l’inquadramento dei collaboratori non abilitati nella categoria degli agenti di commercio.

Costoro, infatti, non potranno mai esercitare in proprio l’attività di mediatore se non cancellando la propria iscrizione presso la Camera di Commercio in qualità di agente di commercio e procedendo all’iscrizione come mediatore, previo superamento del relativo esame abilitativo.

Questo comporterà la perdita di tutti i contributi versati fino a quel momento alla Fondazione Enasarco, poiché per
maturare il diritto alla pensione, occorre un’anzianità contributiva minima di 20 anni.

La proposta di adesione al Protocollo d’intesa con Enasarco, dovrebbe, dunque quanto  meno essere accompagnata dalla precisa indicazione di tutte le conseguenze che l’iscrizione presso la Fondazione Enasarco comporta, nonché dal doveroso chiarimento che l’adesione al Protocollo comporta la riduzione dell’importo delle sanzioni e non una totale sanatoria delle posizioni giudicate irregolari dagli ispettori Enasarco.

Peraltro i versamenti fatti ad Enasarco non si possono ricongiungere a quelli Inps, quindi potrebbero configurarsi come soldi buttati che servono solo a ripianare le passività Enasarco.

Fiaip, che si è sempre confrontata con tutte le associazioni del comparto immobiliare, senza mai sottrarsi a nessun tavolo di contrattazione o concertazione con le istituzioni e le parti sociali, vuole, quindi, che venga fatta la dovuta chiarezza sull’operazione promossa da Fimaa-Confcommercio, mettendo in guardia la categoria sugli effetti dell’adesione al Protocollo d’intesa con Enasarco che, anziché, configurarsi come una “sanatoria”, potrebbe rivelarsi controproducente per chi vi aderisce.

Chiarezza, richiesta sulle recenti vicende della Fondazione Enasarco, anche da molti parlamentari, di tutti gli schieramenti politici, secondo i quali vi è l’esigenza di far luce con una commissione di inchiesta parlamentare su svariate operazioni spregiudicate ai danni dei risparmi dei pensionati, anche in relazione alla mancanza di documentazione relativa ad alcuni imponenti investimenti finanziari compiuti negli ultimi anni dall’Enasarco, attualmente oggetto di indagini giornalistiche e televisive.

Anche per queste ragioni Fiaip, insieme a Anasf, Federagenti ha già chiesto il commissariamento dell’ente e ha sottolineato come vi sia poca chiarezza e molte imprecisioni che rendono indifferibile un intervento urgente del Governo e del Parlamento sulla governance e per la riforma dell’attuale sistema previdenziale.
7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470