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14 Aprile 2026
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Anziché colpire le società digitali che hanno le loro sedi in nazioni a fiscalità agevolata, il Governo si accanisce contro i professionisti italiani dell’immobiliare, facendoli diventare sostituti di imposta. La denuncia arriva dalla Fiaip, che contesta la misura presente nella manovra bis.
La tassa Airbnb sarà pagata dai proprietari di immobili, mediante l’applicazione della cedolare secca al 21% che sarà trattenuta al momento dell’incasso dell’affitto da parte degli agenti immobiliari e da loro versata direttamente allo Stato.
Gli operatori del settore, anche in seguito ai 130 milioni di multa inflitta ad Amazon, si aspettavano provvedimenti regolatori delle attività web per coloro che si occupano di immobiliare in Italia, ma la strada percorsa è stata quella di criminalizzare la proprietà immobiliare e la sua presunta tendenza all’evasione fiscale.
Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip: “Al di là del nome con cui si definisce questa nuova procedura fiscale, Airbnb non pagherà nessuna nuova tassa e continuerà invece a godere dei benefici fiscali che gli pervengono dal fatto di avere la propria sede fiscale all’estero. Il Governo anziché criminalizzare la proprietà immobiliare e continuare ad appesantire la burocrazia delle nostre aziende, farebbe bene a preoccuparsi del fatto che sempre più imprese scelgono di andare via dall’Italia. Fiaip auspica che le Commissioni riunite di Camera e Senato siano pronte a modificare il testo del Decreto Legge, prevedendo l’esclusione per gli agenti immobiliari dall’obbligo di divenire sostituti di imposta”.
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