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21 Dicembre 2016

Cerved: calo (-14%) procedure fallimentari imprese III trimestre

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I dati delle chiusure aziendali relativi al terzo trimestre 2016 evidenziano un quadro tra luci ed ombre: si rafforza il calo delle procedure concorsuali ma tornano ad aumentare le liquidazioni volontarie di imprese in bonis, un segnale di peggioramento delle aspettative di profitto degli imprenditori.

Questi alcuni dei dati raccolti da Cerved, gruppo specializzato nell'analisi del rischio di credito e nella gestione dei crediti deteriorati, diffusi oggi nell'Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di imprese relativo al terzo trimestre. 

Fra luglio e settembre 2016 si conferma e si rafforza la diminuzione del numero delle imprese fallite: sono 2.600 con un calo del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Con questo dato, secondo l'Osservatorio, il numero di fallimenti registrati nei primi nove mesi dell'anno tocca quota 10 mila (-6%).  Le procedure fallimentari rimangono a livelli storicamente elevati, doppi rispetto a quelli pre-crisi, ma segnano un calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2015, che già aveva fatto registrare una diminuzione del 3,8% sull’anno precedente. Il miglioramento ha riguardato tutti i macrosettori economici e tutte le aree della Penisola, con l’eccezione di alcune regioni, tra cui risulta particolarmente negativo il dato della Sardegna (+43%).

Per effetto del crollo di domande di concordato preventivo (-39%), tra gennaio e settembre risulta in forte calo anche il numero di procedure non fallimentari (-32%). Nel periodo si è invece impennato il numero di liquidazioni volontarie di imprese in bonis: circa 14 mila, il 17% in più dello stesso periodo dell'anno precedente. Il dato porta il totale di chiusure volontarie registrate nei primi nove mesi dell'anno a quota 44 mila, +6% su base annua.

Prosegue il crollo di procedure concorsuali non fallimentari: tra gennaio e settembre 2016 ne sono state aperte 1,3 mila, in calo del 32% su base annua. I dati indicano che sempre meno imprese ricorrono al concordato preventivo come strumento per ristrutturare l’azienda e continuare l’attività o per liquidare gli asset aziendali d’accordo con i creditori: sono infatti solo 653 le domande di concordato, il 39% in meno dell’anno precedente. È un fenomeno destinato a non interrompersi, visto il contemporaneo crollo dei pre-concordati (880, meno della metà di quelli registrati nello stesso periodo del 2015).

Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved: “Il calo dei default osservato tra luglio e settembre è il segno di un sistema di piccole e medie imprese più solido, che sta lentamente tornando verso una situazione di normalità. L'aumento di liquidazioni è però un dato da non sottovalutare: segnala aspettative di profitto in calo da parte degli imprenditori, con potenziali effetti negativi anche sugli investimenti e sulla crescita futura”.

Nei primi nove mesi dell'anno il totale dei fallimenti raggiunge quota 10 mila, in calo del 6% sul 2015, rimanendo comunque a livelli doppi rispetto al 2008. Fra gennaio e settembre risultano in diminuzione i fallimenti in tutte le tipologie di impresa con le società di persone (-6,4%) e di capitale (-6,3%) a guidare il trend. Se la riduzione delle procedure è diffusa a tutti i settori dell'economia, l'Osservatorio Cerved evidenzia come le costruzioni abbiano segnato un forte calo, con 2,1 mila imprese fallite fra gennaio e settembre (-8,5% sul 2015), in ulteriore accelerazione rispetto al calo registrato un anno fa. Anche nei servizi il calo si accentua nel 2016: 5,3 mila fallimenti nei primi nove mesi, in calo del 6,5% su base annua (contro il -1,1% dell'anno precedente). Nell'industria la diminuzione dei fallimenti prosegue invece a ritmi minori: sono 1,6 mila le imprese manifatturiere fallite fra gennaio e settembre 2016, -1,1% rispetto al 2015 (-13,3% l'anno precedente). Nel trimestre, le procedure concorsuali non fallimentari hanno confermato il calo in atto da oltre un anno: sono state aperte 327 procedure, oltre un terzo in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo dato porta il totale delle insolvenze non fallimentari aperte nei primi nove mesi a quota 1.300, il 32% in meno rispetto allo scorso anno e livello più basso dal 2009.

Nel terzo trimestre del 2016 si è invece impennato il numero di liquidazioni volontarie di imprese in bonis: circa 14 mila, il 17% in più dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato porta il totale di chiusure volontarie registrate nei primi nove mesi dell’anno a quota 44 mila, +6% su base annua.

I soci o l’imprenditore liquidano imprese in bonis quando reputano il flusso di profitti attesi insufficienti a giustificare l’attività d’impresa: il dato segna quindi non un peggioramento della condizione economico-finanziarie delle imprese, ma delle aspettative degli imprenditori sui redditi futuri. L’incremento delle liquidazioni dei primi nove mesi ha riguardato i servizi, stabili le costruzioni mentre prosegue il calo dell’industria.

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