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19 Giugno 2026

Bridge Real Estate: Consob la sospende per 1 anno per gravi e diffuse irregolarità

di red

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Consob ha sospeso Bridge Real Estate per un periodo di 1 anno dalla prestazione del servizio di intermediazione nella concessione di prestiti. Ad esito delle verifiche ispettive svolte dall'Autorità sono emerse "gravi e diffuse carenze ed irregolarità nell'implementazione e nell'applicazione delle procedure" che governano la prestazione del servizio di crowdfunding cui la società è autorizzata, poste in essere in un contesto societario caratterizzato da "un'evidente e notevole discordanza tra gli assetti proprietari e di governance formalmente comunicati" nell'ambito del procedimento istruttorio di autorizzazione e quelli effettivi riscontrati.

Bridge Real Estate risultata aver violato il divieto assoluto di pubblicare offerte i cui titolari di progetti sono: a) i partecipanti al capitale che detengono il 20%, o più, del capitale azionario o dei diritti di voto; b) i loro dirigenti o dipendenti; infatti, la pubblicazione sulla piattaforma di 12 offerte (per un controvalore raccolto pari a 3,75 milioni di euro) non sarebbe stata consentita in considerazione dell'attività di direzione operativa all'interno di Bridge Real Estate, svolta dall'ex presidente senza che si sia mai effettivamente spogliata della titolarità della società, anche dopo la cessione formale della partecipazione e la cessazione della carica di amministratrice unica.

Consob afferma che la quasi totalità delle altre offerte pubblicate sulla piattaforma www.bridgeasset.it fino al 30 aprile 2026 sono risultate affette da conflitti di interessi e che, nonostante la presenza di numerosi progetti con ritardi superiori ai 90 giorni (in alcuni casi superiore a un anno), la società non ha classificato alcun progetto in default, continuando a pubblicare sulla piattaforma un tasso di default pari a 0%, fornendo agli investitori (anche potenziali) un dato non corretto e fuorviante.

Secondo il provvedimento dell'Autorità, delle offerte pubblicate dall'autorizzazione fino al 30 aprile 2026 (102 offerte per un controvalore complessivamente finanziato pari a 26.987.800 euro), 26 offerte (5.900.000 euro) sono state rimborsate, 32 offerte (7.332.800 euro) non sono ancora scadute e 44 offerte (13.755.000 euro) sono scadute ma non sono state rimborsate.

Consob evidenzia che, sia in sede di autorizzazione sia a seguito delle iniziative di vigilanza intraprese, la società ha fornito informazioni non corrette e fuorvianti, volte ad occultare il proprio effettivo assetto proprietario e di governance, nonché a rappresentare l'adozione di interventi volti ad eliminare le situazioni di conflitto di interessi che si sono rivelati meramente formali e non risolutivi. In sostanza, sono "compromesse le condizioni per una prosecuzione ordinata e corretta della propria operatività" e c'è un "pericolo grave ed attuale per la tutela degli investitori".

Nel periodo di sospensione non possono essere raccolte nuove adesioni nell'ambito di offerte in corso. Quanto alle offerte già concluse, rimangono fermi e continuano a dover essere rispettati gli obblighi assunti con i titolari di progetti e con gli investitori, in relazione a offerte per le quali gli importi acquisiti devono ancora essere restituiti agli investitori. Queste attività devono essere svolte esclusivamente da personale indipendente, estraneo alle situazioni di conflitto di interessi e sottoposte a stretto e costante monitoraggio dell'organo di gestione.

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