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14 Aprile 2026
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A poche ore dal voto in Cdm, il Decreto Sblocca Italia si piazza saldamente al centro dell'attenzione della filiera del real estate.
“La politica della casa e dell'immobiliare – questa l'opinione espressa in una nota dal presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici (foto) - continua ad esser miope e con poco slancio.
Si discute di detrazioni fiscali del 20 oppure del 15 % ( fino a 300/200 mila euro) per chi acquista abitazioni nuove o completamente ristrutturate da dare in locazione a canone concordato per 8 anni.
Come al solito emergono "braccino corto", conti fatti senza l'oste e preconcetti.
Si dice: la misura è stata già sperimentata in Francia. Beata Europa, nella quale ognuno è diverso dall'altro, ma tutti devono omologarsi nelle scelte, anzi si coprono le spalle col dire che la cosa è stata già fatta all'estero e quindi va bene anche per noi.
Abbiamo già detto di come l'idea abbia scarsi margini per stare in piedi e produrre benefici effetti economici generali.
Aumento del costo d'acquisto e dell'indebitamento/mutuo per l'acquirente (ciò in quanto se lo 'sconto' sul prezzo non lo fa il venditore, ma lo Stato, significa che il prezzo è più alto, la quota di mutuo e le imposte sono maggiori), efficacia a livello di nicchia di mercato (per la limitazione ai contratti agevolati ed alla sola sfera delle persone fisiche) e riduzione degli introiti fiscali per lo Stato ne sono i difetti ed i limiti.
A pensarci bene e senza ridursi a seguire pedissequamente quel che si dice venga fatto all'estero (vediamo bene piuttosto mutatis mutandis quali effetti produrrebbe da noi) qualcosa si può pensare per ottenere un grande effetto di mobilitazione economica generale, a costo zero per l'erario, anzi con la prospettiva di incrementare sensibilmente il gettito della fiscalità locale.
A fianco dunque della detrazione di cui sopra, che forse potrebbe andar bene per le situazioni di comodo, si dovrebbe introdurre una esenzione ventennale dalle imposte sui redditi, per gli acquirenti di abitazioni nuove o completamente ristrutturate destinate stabilmente alla locazione.
Una misura che farebbe contenti tutti, perché non porrebbe problemi di copertura finanziariaaa, anzi assicurerebbe ai comuni un gettito sicuro di Imu, Tasi, Tasse di scopo, Tares (che sull' invenduto non è addirittura dovuta), incentiverebbe gli investimenti dando slancio al mercato e permetterebbe ai costruttori di alleggerire sensibilmente lo stock di invenduto che hanno in portafoglio”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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