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14 Aprile 2026
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Nel periodo tra marzo 2020 e maggio 2021, con le restrizioni applicate ai centri commerciali, il cambiamento alle abitudini di consumo è stato radicale. Solo negli ultimi mesi si sta tornando a livelli di fatturato Pre Covid.
Da maggio 2021, nel giro di pochi mesi le affluenze si sono avvicinate ai livelli pre-Covid, con i piccoli centri di vicinato che hanno recuperato più velocemente rispetto ai grandi centri regionali, grazie a un bacino di utenza più limitrofo. È quanto emerge dallo studio del Research Department di Savills, guidato da Maddalena Panu.
Il gap con il 2019, dopo due anni di pandemia, è quasi del tutto annullato: nell’ultimo periodo di restrizioni (da dicembre 2020 a maggio 2021), si è registrata una diminuzione dei livelli di fatturato mese su mese tra il 2,4% e il 5,8% rispetto ai livelli del 2019, dimostrando graduale segno di ripresa.
A livello di zone geografiche, il sud ha sofferto in misura più contenuta, grazie a un impatto meno forte della pandemia, e i fatturati dei centri commerciali sono diminuiti in misura più contenuta rispetto agli omologhi luoghi di shopping del centro nord, sia nel 2020 che nei primi 6 mesi del 2021.
Tra le diverse categorie merceologiche, quella che ha maggiormente risentito delle restrizioni è stata la ristorazione, che secondo i dati ha dimezzato i propri incassi (45,8% nel 2020 rispetto al 2019, -52% nella prima metà del 2021, sempre rispetto al 2019); seguito dall’abbigliamento che ha registrato -34,5% nel 2020 rispetto al 2019 e -33,3% nel primo semestre 2021 rispetto al 2019. Chiude la classifica il comparto dell’elettronica, che ha subìto una diminuzione più contenuta: -13,5% nel 2020 rispetto al 2019 e -11% nel 2021 rispetto alla prima metà del 2019).
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