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10 Aprile 2014

Rognini (Engel&Volkers): immobili di pregio, un settore che funziona sempre

di Maurizio Cannone

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Comprare o non comprare casa?

Sembra che gli italiani la risposta non l’abbiano ancora trovata.

Che sia una reale mancanza di denaro o di fiducia il risultato non cambia: tempi difficili per il settore immobiliare.

Questo per il mercato in generale, che comprende ville da nababbi e monolocali in periferia, uffici nei centri direzionali e negozi in quartieri abbandonati.

Ma da sempre, nel sentire comune, il settore delle abitazioni di pregio viaggia controcorrente.

Forse un po’ di rallentamento nel numero di compravendite ma in generale chi ha denaro continua a comprare case di alto livello.

E’ ancora valida oggi questa considerazione?

Monitorimmobiliare lo ha chiesto a Marco Rognini, amministratore delegato di Engel&Volkers Italia.

D: L’istat dice che i prezzi degli immobili in Italia continuano a calare.

R: Nella parte bassa il dato lo possiamo considerare reale, ma non in quella medio alta.

E i motivi sono sempre gli stessi.

Se le banche non finanziano più, quindi con l’erogazione dei mutui, sono gli acquirenti più deboli a soffrire.

In generale, il mercato è bloccato nella fascia bassa.

La caduta più forte, 2011 e 2012 l’abbiamo lasciata alle spalle.

Quest’anno dovrebbe esserci una leggera ripresa generale, con un incremento graduale.

Ma non torneremo mai più alle 800.000 compravendite/anno.

La media corretta ritengo possa essere intorno a 600.000 transazioni.

Ora siamo intorno alle 400.000 quindi di spazio ne esiste.

Per gli altri segmenti invece, si deve partire con una valutazione corretta, mostrando il vero valore degli immobili.

Visto che non esiste un valore effettivo, serve confrontarsi col mercato.

Intendo dire che il prezzo reale si può trovare solo verificando cosa si trova davvero sul mercato in un certo momento, a quali prezzi gli immobili sono stati posti in vendita e l’effettivo importo della vendita.

Solo così si riesce a valutare, le statistiche generali sono piene di tranelli.

D: Esistono oggi immobili che trovano mercato senza particolari difficoltà?

R: Anche qui, serve una grande selezione, e mi riferisco alla nostra categoria (agenti immobiliari, ndr) quando accetta un mandato.

Per alcune tipologie di proprietà, quelle di bassa qualità e quindi di prezzo, il mercato è completamente chiuso.

I prodotti particolari, invece, continuano a essere richiesti.

Se la posizione è interessante, se è ben allestito, se piace, anche oggi la richiesta esiste.

Una considerazione per la nostra categoria: serve selezionare.

E’ inutile lavorare per la vendita in modo indiscriminato.

Serve decidere in quale fascia del mercato operare, perché da questo ne deriva la strategia da adottare.

Se si sceglie la fascia bassa, servono alti volumi di vendita perché le singole provvigioni sono di basso importo e quindi serve chiudere un gran numero di trattative per continuare a operare.

Oppure decidere di puntare sul livello più elevato del mercato.

Che significa puntare sulla qualità, degli immobili come del proprio lavoro, con volumi di vendita più contenuti ma con margini più interessanti.

Certo è che se non si sceglie in maniera netta il futuro non potrà essere positivo.

D: Da queste considerazioni cosa farete in futuro?
 
R: Nel perimetro della qualità vediamo grandi spazi di sviluppo. Il commerciale è la nostra nuova sfida.

Riteniamo che una struttura specializzata possa trovare spazio anche per la commercializzazione di tutto ciò che non sia residenziale.

Entro il 2014 apriremo almeno 4 nuovi uffici strategici a Milano e Roma e nei principali centri.

Con lo stesso modello di affiliazione in franchising.

Ci crediamo molto e i volumi di fatturato in costante crescita ci danno ragione.
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