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25 Settembre 2013

Retail Uk: lo shopping online scalza i negozi tradizionali

di Ilaria Mariotti

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Sembra non esserci più spazio per il retail nelle strade di maggiore prestigio della Gran Bretagna.

 

Sempre più spesso sostituiti da caffetterie o centri di beneficenza, i negozi di abbigliamento, scarpe o outlet delle vie più chic delle 500 principali città britanniche stanno scomparendo.


Secondo un rapporto commissionato dalla società di consulenza PriceWaterhouseCoopers alla compagnia di servizi per il retail, Local Data Company, i centri delle città si stanno trasformando in luoghi per il tempo libero e i servizi, e sempre meno per gli acquisti.

 

La causa? Internet e la rivoluzione dei costumi che sta coinvolgendo anche il modo di fare shopping.

 

Secondo il rapporto, come riferisce oggi il Telegraph online, il calo dei punti vendita per abbigliamento femminile non è così vistoso (il 3% da gennaio) solo grazie al fatto che le nuove aperture compensano la chiusura dei negozi più tradizionali.

 

A titolo di esempio, i negozi di videonoleggio si sono ridotti del 48% dopo la chiusura di Blockbuster.

 

I punti vendita chiusi tra gennaio e giugno sono però in totale 3.366 – a un ritmo di 18 al giorno - contro i 3.157 che hanno aperto nello stesso periodo: a una chisura corrisponde quindi quasi una nuova apertura. 

Un segnale chiaro del declino in atto nel settore della vendita al dettaglio. 

 

Secondo Mark Hudson, partner di PwC ed esperto del comparto, la tendenza è lampante: “A poco a poco le vie principali diventeranno luoghi dove la gente va a mangiare e consumare servizi".

 

"La vera scossa deve ancora arrivare – ha aggiunto – e ci vorranno altri cinque o dieci anni”, un po' come accaduto con la banda larga, "esplosa nel 2007, ma la gente ha cominciato a fare acquisti dagli smartphone solo da un anno o due". 

 

A detta di Hudson, “l'impatto dell'aumento dello shopping online ancora non si è visto del tutto”.

 

“La tecnologia - conclude - si muove a un ritmo molto più veloce di quanto possano fare i rivenditori”.

 

 

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