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29 Maggio 2013

Palermo: venerdì 31 maggio protesta contro crisi costruzioni in Sicilia

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Oltre 50mila operai edili licenziati in quattro anni in Sicilia e quasi 3,7 miliardi di euro per opere pronte a diventare cantieri, ma che un inspiegabile incantesimo continua a tenere congelate.

 

Accade in Sicilia, dove venerdì mattina alle 9 e 30 a piazza Marina, a Palermo, Aniem Confapi, Cna Costruzioni, Anaepa Confartigianato, Legacoop, e i sindacati di categoria Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil riuniranno, su iniziativa dell'Ance, almeno tremila fra imprenditori, lavoratori e disoccupati dell'intero comparto delle costruzioni.

 

Il corteo raggiungerà piazza Indipendenza, dove si terrà un comizio, e contemporaneamente sarà chiesto un incontro al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

 

Fermo anche il mercato dell'edilizia residenziale, mentre è inarrestabile il crollo dei bandi di gara.

 

Lo scorso mese di aprile sono stati pubblicati appena 18 incanti per un importo di 15,7 milioni di euro, con un calo di quasi il 50% rispetto al mese di gennaio, che ha registrato sempre 18 gare, ma per un importo di 28,9 milioni, con una flessione di -64,16% a confronto con gennaio 2012.

 

Per queste ragioni, si legge in una nota “gli imprenditori, i lavoratori e i disoccupati edili siciliani hanno creato un fronte comune che, attraverso un crescendo di azioni di lotta unitarie, intende porre all'attenzione dei governi nazionale e regionale il fatto che nell'Isola si è aperta una enorme falla sociale che mette a rischio il sistema economico del Paese, perché, in termini produttivi e occupazionali, pesa molto più delle vertenze dell'Ilva di Taranto, della Fiat di Termini Imerese e della Carbosulcis messe insieme”.

 

Al governatore si chiederà “l'immediata creazione di lavoro produttivo; l'immediata esecuzione di tutti i pagamenti alle imprese edili dei debiti delle pubbliche amministrazioni (pari a 1,5 miliardi di euro); l'individuazione di chiare, efficaci e condivise politiche di sviluppo; l'utilizzo rapido ed efficace di tutte le possibilità di finanziamenti dell'Unione europea; l'allentamento del Patto di stabilità e la sua regionalizzazione e verticalizzazione; una reale legalità e sicurezza sul lavoro attraverso l'esercizio della potestà legislativa concorrente in materia e il potenziamento degli organi ispettivi; la realizzazione delle opere bloccate; un piano regionale straordinario di piccole opere immediatamente cantierabili di competenza degli enti locali”.

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