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18 Maggio 2026
Palermo, città del Sud e del Mediterraneo, ha la sfida di programmare come essere nel futuro una metropoli della cultura euromediterranea. Il patrimonio pubblico, materiale e immateriale, che ruolo può avere?
L'Agenzia del Demanio risponde con un workshop, rivolto a studenti, professionisti e ricercatori, il 19 maggio 2026 presso la Sala delle Capriate del Palazzo Steri dell'Università degli Studi di Palermo, in piazza Marina 61, in collaborazione con l'ateneo, sulla "Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato". È un invito a pensare la città pubblica come un insieme di funzioni ibride che permettono la partecipazione dei cittadini alla vita e alle scelte civiche, con un ruolo strategico dello Stato. Tutto parte dalla conoscenza, quindi dalla scuola, ma anche dagli spazi urbani pubblici che mostrano una presenza attiva dello Stato nella qualità dei quartieri. Una responsabilità condivisa e diffusa che permette di percepire lo spazio pubblico, in senso proprio, non distante.
Palermo può domandarsi come, da città del Sud, parte del Mediterraneo e frutto di stratificazioni succedutesi nel tempo, possa essere motore e traino della rigenerazione di altre città, di sviluppo integrato e possa diventare un modello dove bellezza e cultura si coniugano con innovazione e benessere della città.
È un tema che hanno affrontato altri porti del Mediterraneo nel sud della Francia e della Spagna.
La rigenerazione può partire da interventi pubblici che fungano da volano allo sviluppo economico, ambientale e sociale della città, mantenendo e, quando necessario, recuperando il riferimento ai valori e all'identità propri del Mediterraneo e del patrimonio materiale e immateriale della città.
L'evento di Palermo, dopo quelli di Napoli, Firenze, Bologna e Mantova, si articola in due riflessioni: da un lato la "Responsabilità etica del manager pubblico", una responsabilità nelle scelte e nel progetto che a Palermo contribuisce a trasformare la città in un modello di rigenerazione, con la partecipazione al dibattito di conoscitori della città come scrittori, architetti e attori pubblici; dall'altro gli strumenti operativi adottati dall'Agenzia del Demanio sul patrimonio immobiliare dello Stato per la città di Palermo.
L'etica della responsabilità, che muove le scelte riempiendo il margine di discrezionalità del manager pubblico, si basa su una conoscenza profonda del territorio, dei suoi fabbisogni e delle sue vocazioni. Non è sufficiente se non si traduce nell'etica del progetto, su cui si interviene per dare risposte adeguate attraverso la riqualificazione del patrimonio pubblico, mantenendo la memoria indispensabile all'identità dei luoghi. Il progetto non è solo legato all'effetto economico, ma ha l'obiettivo di misurare gli effetti sociali e ambientali generati. È indispensabile l'etica della condivisione, che significa fare scelte condivise con le istituzioni interessate, a partire da quelle del territorio, e l'etica della narrazione per una conoscenza degli stakeholder e dei cittadini attraverso linguaggi condivisi e azioni misurabili. Questa prospettiva è un cambio culturale che guida a una visione condivisa della città per attraversare e superare le criticità del passato (degrado di quartieri e spazi pubblici) e affrontare in modo strutturale le sfide del mutato contesto su crisi climatiche, sviluppo della tecnologia e transizione energetica.
La cura del patrimonio pubblico è l'elemento di responsabilità su cui si fonda una sinergia tra le istituzioni, lo sviluppo di processi rigenerativi e il cambiamento culturale della collettività, che partecipa attraverso le nuove funzioni dell'immobile pubblico.
Per i saluti istituzionali sono previsti il rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, e la presidente dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Palermo, Giuseppina Leone.
Alessandra dal Verme, direttore dell'Agenzia del Demanio, illustra la missione dell'Agenzia, articolazione dello Stato, di gestire e valorizzare il patrimonio immobiliare dello Stato: un patrimonio diffuso, bene comune, composto da circa 45 mila immobili.
L'Agenzia del Demanio è un ente pubblico economico e una delle tre agenzie fiscali dello Stato. La nuova visione pone al centro la persona. Questa centralità dell'interesse pubblico apre il tema della responsabilità etica che riempie lo spazio di discrezionalità amministrativa proprio dei ruoli manageriali. È rilevante la condivisione con le istituzioni e la collaborazione con le università per accrescere la conoscenza del territorio e la qualità del progetto con un approccio multidisciplinare, multisettoriale e multiscalare.
La valorizzazione dell'immobile pubblico non può prescindere dal contesto culturale dove il patrimonio risiede e da una sua analisi approfondita, per recuperare le caratteristiche, nel caso di Palermo, di una città che è stata capitale della cultura del Mediterraneo, con una visione che considera l'immobile pubblico come infrastruttura di servizi, relazioni e sviluppo urbano.
Gli assi su cui si fonda il Piano città degli immobili pubblici, strumento adottato dall'Agenzia del Demanio per una pianificazione integrata d'intesa con il Comune, sono:
1. La rigenerazione urbana in risposta alle fragilità del territorio, sociali e per i rischi ambientali.
2. La riqualificazione urbana di aree dismesse come lo stabilimento industriale della ex Chimica Arenella.
3. La realizzazione di spazi aperti e accessibili rigenerati per la città.
4. Il riuso di immobili di valore storico abbandonati per rispondere ai fabbisogni anche con usi flessibili e ibridi, come punti di riferimento e luoghi di relazioni. È il caso di Palazzo delle Finanze del 1500 che si vuole trasformare in ospitalità per residenze universitarie; Palazzo Marchesi che diventerà un hub sociale; l'ex Convento dei Crociferi, in uso temporaneo, è un "Museo delle città del mondo".
5. La riqualificazione di immobili per uffici di valore storico male utilizzati. È questo il caso di Palazzo Benso, costruito nel 1700 (a fine '700 come albergo ospitò Goethe), acquistato dal TAR con il supporto dell'Agenzia, bene dello Stato dal 2025, che sarà oggetto di riqualificazione per diventare un ufficio efficiente. Palazzo della Zecca è sede di uffici pubblici rigenerati e Urban Centre per la città.
Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, affronterà come la rigenerazione degli spazi pubblici non sia soltanto un'operazione urbanistica o patrimoniale, ma un passaggio culturale verso il patrimonio come bene comune e valore diffuso. Si tratta di riscattare e capovolgere il punto di vista del cittadino palermitano, abituato a pensare lo spazio pubblico come "spazio del Re", dunque come altro da sé. Significa modificare lo sguardo di cittadini, professionisti e giovani sul valore dello spazio collettivo, in luogo dello spazio di nessuno. Da chi parte questo capovolgimento? Da un soggetto pubblico, capace di intervenire con conoscenza e con risorse umane e strumentali per attivare i processi di rigenerazione.
Prosegue "Piano città degli immobili pubblici per ecosistemi del Mediterraneo". Fabrizio Tucci, professore universitario a La Sapienza di Roma e responsabile della Qualità della Progettazione dell'Agenzia del Demanio, illustrerà come si è costruito il Piano città degli immobili pubblici di Palermo. In particolare, nel centro storico, i progetti hanno un denominatore comune: l'impatto sociale della rigenerazione.
Palazzo delle Finanze è l'espressione dei palazzi storici con stratificazione di funzioni e culture. Da regia dogana nel 1578 divenne tribunale e carcere (con stanze della tortura); nel 1600 si aggiunsero una cappella degli afflitti e un piccolo ospedale; fu oggetto di una sommossa popolare nel 1773; nel 1840 venne ridestinato a uffici pubblici; l'ultimo utilizzo è stato da parte dell'Agenzia delle entrate. L'edificio, nonostante la posizione strategica centrale e paesaggistica sul mare, è abbandonato da oltre 20 anni. La scelta verte su un progetto di housing universitario che appare prioritario nel contesto urbano. La sua ricucitura con la città è un punto di partenza importante per la rigenerazione dell'area tra il centro e il porto turistico.
Palazzo Marchesi, residenza nobiliare del '400, nel 1500 destinato a tribunale ecclesiastico, da metà '500 ospita la comunità gesuitica che tuttora vi risiede. Con le leggi di eversione il complesso divenne di proprietà dello Stato. Il palazzo venne ampliato con un grande chiostro seicentesco, al di sotto del quale si conserva un ipogeo anticamente destinato al bagno ebraico, un unicum. Il palazzo ricomprende la chiesa seicentesca con affreschi di valore. Oggi è stato definito, in un accordo con il Comune di Palermo e la comunità gesuitica, un progetto sociale, un'infrastruttura di servizi a partire dalla scuola, con attività culturali e formative diverse, oltre che di accoglienza; l'affidamento all'operatore sociale avverrà entro il 10 giugno.
Un uso temporaneo, affidato dall'Agenzia del Demanio, permette di restituire alla città l'ex Convento dei Crociferi come polo espositivo culturale, un'esperienza di partecipazione della città.
Viene allestito un Urban Centre a Palazzo della Zecca, di fronte a Palazzo delle Finanze, sede di uffici dello Stato, come primo intervento di riqualificazione e di apertura alla città per farla partecipare al progetto di rigenerazione di Palermo, in collaborazione tra Agenzia, Comune e istituzioni del territorio.
Maurizio Carta, professore dell'Università degli Studi di Palermo e assessore alla Rigenerazione urbana, sviluppo urbanistico e mobilità sostenibile del Comune di Palermo, si soffermerà sugli usi ibridi, flessibili e temporanei in risposta alla città contemporanea attraverso il riuso del patrimonio pubblico e sulla necessità di superare rigidità e inadeguatezza della regolamentazione urbanistica sul patrimonio pubblico destinato a obiettivi di rigenerazione e sociali. Illustrerà il progetto dell'ex Chimica Arenella, bene comunale, manufatto industriale in una posizione di rilievo paesaggistico di fronte al mare e con la montagna alle spalle, abbandonato da decenni, che verrà rigenerato attraverso un bando promosso dall'Agenzia del Demanio con il Comune nell'ambito del circuito C40, Reinventing Cities, per attrarre investimenti privati e operatori economici che realizzino infrastrutture ricettive, sportive e culturali per la città.
Mario Cucinella, fondatore e direttore creativo di MCA - Mario Cucinella Architects, architetto palermitano, porterà esempi da lui attuati e la sua visione su come contribuire alla rigenerazione di Palermo attraverso la riqualificazione dell'immobile pubblico.
Modera Giorgio Santilli, giornalista e direttore responsabile Diac, esperto sui temi delle infrastrutture. Il workshop si chiuderà con un dibattito con i presenti.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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