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19 Maggio 2026
18 Maggio 2026
Wells Fargo, uno dei maggiori player americani sul segmento dei finanziamenti ipotecari, prevede un calo dei mutui erogati del 30% a quasi 80 miliardi di dollari nel terzo trimestre, rispetto ai 112 miliardi concessi nei tre mesi precedenti.
Già partito il taglio del personale, che lascerà a casa 2.300 persone.
Il colosso bancario Jp Morgan Chase, in vista della seconda metà dell'anno, ha già messo in conto perdite nei settori collegati all'erogazione di mutui.
Idem Bank of America, pronta a licenziare circa 2.100 dipendenti, proprio a causa di un calo delle attività di rifinanziamento.
Lo racconta il Wsj, aggiungendo che, a far scatenare il fuggi fuggi dalle banche da parte dei cittadini americani intenzionati a comprare casa, sono stati i tassi di interesse sui prestiti, che hanno iniziato a salire già prima dell'estate.
I monitoraggi della Mba (Mortgage bankers association) hanno registrato un tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso a 4,73% nella settimana che si è chiusa con il 30 agosto: in netto rialzo dal 3,6% di aprile.
Dietro la corsa al rialzo dei tassi – che ha portato con sé situazioni paradossali, come nel caso dei mutui jumbo e tradizionali - c'è il timore che la Federal Reserve a breve dia avvio alla riduzione del piano di acquisto di bond per 85 miliardi di dollari al mese, alleggerendo così le misure di sostegno per l'economia introdotte in seguito alla crisi finanziaria.
Un annuncio, quello della banca centrale americana, che ha già mostrato come “effetto collaterale” un pericolso innalzamento dei tassi di interesse sul credito.
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