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18 Maggio 2026
Il 20 maggio 2026, presso l'aula Santo Mazzarino del Dipartimento di scienze umanistiche dell'Università degli Studi di Catania, nel Monastero dei Benedettini, l'Agenzia del Demanio, in collaborazione con l'ateneo, promuove il sesto workshop rivolto a studenti, professionisti e ricercatori, dedicato al tema "Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato". Il confronto tra i relatori verte sulle scelte etiche che guidano l'azione intenzionale del manager pubblico e sull'impatto sociale della rigenerazione dei luoghi "dimenticati" della città.
Catania, ecosistema della cultura, dell'imprenditorialità e dell'innovazione del Mediterraneo, città di approdi e stratificazioni attraversata nei secoli da culture greche, romane, arabe, bizantine, normanne, aragonesi e spagnole, vive vulnerabilità sociali nelle periferie che si aggiungono alla fragilità naturale del territorio. In questo contesto, la rigenerazione è un'opportunità di trasformazione degli spazi orientata alle persone, a partire dai luoghi di crescita dei minori: il quartiere, la scuola, la conoscenza del territorio e il suo sviluppo economico.
L'evento approfondisce la responsabilità etica, intesa come fondamento dell'intenzionalità nell'azione, che procede dalla visione alla progettualità, fino alla condivisione e alla narrazione.
In questa prospettiva, a dicembre 2025 l'Agenzia del Demanio, il Comune di Catania e l'Università etnea hanno firmato il Piano Città degli immobili pubblici, strumento adottato dall'Agenzia del Demanio per una pianificazione integrata dell'immobile pubblico. Si fonda sulla condivisione delle scelte e facilita conoscenza, visione sistemica degli spazi pubblici e qualità della progettazione.
Gli assi strategici sono: la riqualificazione del patrimonio artistico-culturale, in particolare del centro storico; gli spazi aperti alla collettività che concorrono alla qualità della vita urbana; la rigenerazione di aree pubbliche per restituire qualità e sviluppo ai quartieri periferici; la rigenerazione urbana in risposta alla fragilità del territorio sociale e ai rischi ambientali dovuti alla vulnerabilità sismica e alle crisi climatiche.
Diciassette beni - dodici dello Stato, quattro del Comune e uno della Città metropolitana - entrano in un'unica strategia di valorizzazione. Il filo che lega i cinque interventi pilota qui analizzati è geografico: dal quartiere ottocentesco di Cibali si scende al lungomare, seguendo i tracciati ferroviari dismessi e arrivando alla periferia sud di Librino. Nella Cibali ottocentesca si trovano due immobili a poche centinaia di metri l'uno dall'altro. L'ex Educandato Regina Elena di via Cifali, ex Ipab destinata all'accoglienza dei minori e da anni non utilizzata, è stato acquistato dall'Agenzia del Demanio nel settembre 2025 per diventare nuova sede del tribunale per i minorenni, con un parco a corredo della funzione giudiziaria, secondo gli standard della giustizia minorile. A breve distanza, villa Gentile Cusa - bene di proprietà comunale - sarà recuperata con il supporto progettuale dell'Agenzia del Demanio, come sede di circolo culturale e parco pubblico aperto al quartiere.
Sul lungomare di viale Africa, dove sorgeva l'ex palazzo delle Poste demolito a partire dal 2020, sorgerà la nuova Cittadella della giustizia. L'investimento è di quaranta milioni di euro già destinati dal Fondo di sviluppo e coesione regionale. Il progetto, vincitore di un concorso internazionale, prevede tre edifici attorno a una grande piazza aperta sul mare, con l'obiettivo di restituire alla città l'affaccio costiero che il palazzo delle Poste aveva occluso per decenni. L'Agenzia del Demanio supporta l'ultima fase della realizzazione per l'adeguamento energetico dell'immobile con una adeguata produzione da fonti rinnovabili, un obiettivo ormai irrinunciabile per gli edifici pubblici chiamati a costituire un modello di efficienza energetica nelle città.
L'area dell'ex ferrovia Circumetnea, sul tronco Borgo-Nesima, resa obsoleta dalla realizzazione della metropolitana, sarà rifunzionalizzata in una greenway ciclopedonale. Il primo lotto, Borgo-Piano Tavola, già finanziato dal Comune, viene consegnato all'Agenzia del Demanio dopo la messa in sicurezza da parte delle ferrovie. L'intervento integra mobilità dolce e nuove aree verdi lungo l'asse che collega il centro ai paesi etnei.
Il percorso si chiude a sud, a Librino, la città-satellite progettata da Kenzo Tange nel 1971 per sessantamila abitanti, che necessita di riqualificazione. Qui un'area demaniale, un tempo destinata al centro polifunzionale della Polizia di Stato - iniziativa rimasta a lungo ferma anche per la presenza di contaminazione del suolo - cambia vocazione: nel Piano Città si lavora per trasformarla in un'area di sviluppo terziario con mixité urbana al servizio del quartiere, alternativa a una cittadella monofunzionale.
Dal quartiere borghese ottocentesco di Cibali al fronte mare del secondo Novecento; dalle infrastrutture dismesse del trasporto su ferro alla periferia modernista incompiuta.
Il Piano Città propone questi interventi in una visione di rete, sostituendo la logica del singolo immobile con quella del sistema urbano integrato.
I saluti istituzionali sono affidati al rettore dell'Università degli Studi di Catania, Enrico Foti. A seguire, Alessandra dal Verme, direttore dell'Agenzia del Demanio, illustra la missione dell'Agenzia nella gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, composto da 45.000 beni, e una visione che pone al centro le persone, i bisogni e le vocazioni del territorio.
I beni del demanio - uffici pubblici, università, caserme, chiese, carceri - conservano memoria collettiva e storie di generazioni che rappresentano l'identità dei luoghi. Rigenerare significa dare nuova vita ai beni integrando memoria e storia in un presente rinnovato. Attraverso la sinergia tra istituzioni, comunità e territori, il patrimonio pubblico accoglie nuove funzioni per generare sviluppo sociale e rafforzare la fiducia nello Stato.
Il contributo di Fabrizio Tucci, professore dell'Università La Sapienza di Roma e responsabile della qualità della progettazione dell'Agenzia del Demanio, si concentra sulla costruzione del Piano Città degli immobili pubblici di Catania, strumento che consente di analizzare, pianificare e indirizzare l'insediamento delle funzioni pubbliche sul territorio, agendo sui macro-ambiti della rigenerazione urbana, delle sfide ambientali e degli obiettivi di sviluppo socioculturale.
Segue l'intervento di Carlo Colloca, docente di sociologia urbana ed esperto di progettazione sociale del territorio dell'Università degli Studi di Catania. Il suo contributo introduce il tema dei bisogni sociali e dei territori da prendere in carico attraverso pratiche di cura capaci di valorizzare la centralità delle comunità urbane, in particolare di quelle più fragili. Le povertà educative sono strettamente legate alla qualità della vita nei quartieri. Lo spazio fisico, quando è oggetto di cura, può diventare infrastruttura di prossimità, spazio educativo per i giovani e luogo di crescita per l'intera comunità.
Il professore dell'Università degli Studi di Catania Paolo La Greca affronta il tema dei beni materiali e immateriali del patrimonio dello Stato come valori territoriali fondamentali nell'economia di un Paese. La loro cura, intesa come attenzione a un bene comune primario, è un compito istituzionale i cui effetti sociali e ambientali si riflettono sulle giovani generazioni di oggi e su quelle future. In questa prospettiva, un'efficace valutazione di impatto generazionale, recentemente introdotta sia in sede europea sia nazionale, richiama un impegno politico nella sua espressione più alta e rende concreto il principio della sostenibilità, che invita a considerarci custodi, e non proprietari esclusivi, delle risorse del tempo che ci è dato vivere.
Conclude Vito Mancuso, teologo laico e filosofo, con un intervento sulla responsabilità etica delle scelte. La moderazione è affidata a Filippo Salucci, architetto e direttore Strategie immobiliari, sostenibilità e innovazione dell'Agenzia del Demanio.
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