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28 Aprile 2026

Infrastrutture, PwC Outlook 2050: in Italia 61 mld, nel mondo 151.000 mld di investimenti

di Red

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PwC Italian & Global Infrastructure Outlook 2050: gli investimenti supereranno i 61 miliardi di dollari in Italia e 151.000 miliardi nel mondo.

Con 50 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture nel 2024, l'Italia rappresenta il 7,9% della spesa complessiva europea e l'1,1% di quella globale. Crescita prevista +20% a 61 miliardi di dollari entro il 2050. Ranking a rischio: da 4° a 6° in Europa, da 16° a 19° a livello globale.

Nel 2050 la spesa globale in infrastrutture salirà a 6.900 miliardi di dollari dai 4.400 miliardi nel 2024. Trasporti ed energia assorbiranno metà degli investimenti; spicca la difesa per rapidità di crescita annuale. Investimenti in data center: raddoppieranno in tre anni, a 252 miliardi di dollari nel 2027.

Le infrastrutture globali stanno entrando in una fase di investimenti senza precedenti: secondo il Global Infrastructure Outlook di PwC, pubblicato oggi, la spesa annua mondiale è destinata a crescere a 6.900 miliardi entro il 2050 dai 4.400 miliardi di dollari nel 2024.

Gli investimenti raggiungeranno 151.100 miliardi di dollari, trainati dagli sforzi dei paesi per modernizzare i sistemi di trasporto, energetici e industriali e rispondere alle nuove esigenze legate all'intelligenza artificiale, all'elettrificazione e all'urbanizzazione.

In termini reali, le previsioni indicano che la spesa globale in infrastrutture nei prossimi 25 anni sarà pari al doppio di quella registrata negli ultimi 20 anni.

L'analisi di PwC fornisce previsioni di lungo periodo sulla spesa infrastrutturale fino al 2050, coprendo nove settori, 20 sotto-settori e 45 paesi e territori, che insieme rappresentano l'88% della produzione economica globale. Lo studio si basa sugli ultimi 20 anni di dati di spesa e modella gli investimenti futuri in funzione di fattori economici e di policy.

Il report evidenzia inoltre come gli investimenti in energia, trasporti e infrastrutture digitali tenderanno a convergere, dando origine a reti sempre più intelligenti, in cui le infrastrutture tradizionali opereranno all'interno di sistemi interconnessi, digitalizzati ed elettrificati.

Paolo Guglielminetti, partner PwC Italia, Global Railways & Roads Leader, spiega: 'Ci troviamo a un punto di svolta: un nuovo ciclo di investimenti infrastrutturali, per ampiezza e profondità, diverso da tutti i precedenti. La prossima generazione di infrastrutture sarà intelligente, interconnessa e adattiva: dalle reti stradali progettate per la mobilità autonoma e la ricarica wireless, alle filiere automatizzate delle imprese, alimentate da energia pulita e infrastrutture di calcolo sicure. Sistemi capaci di anticipare la domanda, allocare le risorse in modo dinamico e ottimizzare le performance, generando incrementi strutturali di produttività lungo tutti i settori dell'economia'.

Il mercato infrastrutturale italiano ha raggiunto i 50 miliardi di dollari nel 2024, rappresentando il 7,9% della spesa europea e l'1,1% di quella globale. Quarto in Europa e sedicesimo al mondo, il settore prevede una crescita del 20% entro il 2050, arrivando a 61 miliardi. Tuttavia, le quote regionali scenderanno al 6,7% e quelle globali allo 0,9%, con l'Italia che retrocederà al sesto posto in Europa e al diciannovesimo a livello globale.

Questi dati emergono da un'analisi sulle tendenze infrastrutturali, che evidenzia come debito pubblico lordo al 149% del PIL, il secondo più alto in Europa, e consolidamento fiscale limiteranno la spesa pubblica. Nonostante ciò, le priorità italiane sono allineate agli obiettivi UE e NATO, con enfasi su trasporti, energia e difesa.

Le proiezioni a lungo termine spiegano queste traiettorie. Il PIL italiano crescerà del 9% tra il 2024 e il 2050 (CAGR 0,3%), a un ritmo inferiore alla media europea (1,3%) e globale (1,9%), riflettendo produttività stagnante e bassa crescita demografica. La popolazione diminuirà del 6% (CAGR -0,2%), contro crescite medie dello 0,1% a livello regionale e dello 0,4% a livello globale, con un invecchiamento accelerato che sposterà risorse verso welfare e sanità.

Le infrastrutture di trasporto guideranno la spesa totale, con 663 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2050 (45% del totale). Seguirà il settore energetico con 250 miliardi nello stesso periodo e le infrastrutture di difesa con 112 miliardi. Insieme, questi tre settori rappresenteranno il 69% della spesa infrastrutturale italiana fino al 2050, mentre gli altri comparti resteranno pari o inferiori al 10%.

Tra gli altri, le infrastrutture sociali saranno le seconde per dimensione, con 99 miliardi di dollari, seguite da digitale (94 miliardi), agricoltura (88 miliardi), acqua (80 miliardi), industriale (67 miliardi) e risorse (24 miliardi) nello stesso arco temporale.

A livello di crescita annuale, spicca la difesa: +366% tra il 2024 e il 2050, passando da 1,1 a 5,2 miliardi. Questa accelerazione riflette gli obiettivi NATO di allocare l'1,5% del PIL a infrastrutture critiche, difesa delle reti e altre spese indirette non legate a equipaggiamenti entro il 2035, rendendola il settore con l'incremento più rapido.

Al secondo posto, l'energia crescerà dell'88%, da 5,9 a 11 miliardi annui entro il 2050. Seguiranno le infrastrutture sociali, con un +41% a 4,4 miliardi, spinte da una demografia invecchiata. Nei trasporti l'aumento sarà più moderato, dell'8% rispetto ai livelli attuali. Al contrario, caleranno digitale (-12%), agricoltura (-9%), acqua (-28%) e risorse (-39%) entro il 2050.

Nel dettaglio dei trasporti, le ferrovie domineranno con 375 miliardi di dollari cumulativi tra 2025 e 2050 (57% del settore), e una spesa annuale in salita del 3% a 15 miliardi di dollari. Strade e ponti seguiranno con 204 miliardi e un incremento dell'8% a 8,5 miliardi annui. Aeroporti e porti chiuderanno il quadro con 51 e 34 miliardi cumulativi: date le dimensioni ridotte, i profili annuali saranno irregolari, guidati da grandi progetti discreti. PwC sta approfondendo l'evoluzione degli investimenti nei trasporti per tipologia di asset, ferrovie, autostrade e aeroporti, con l'obiettivo di offrire una lettura più dettagliata dei volumi attesi in relazione agli strumenti di pianificazione nazionale e locale e alla progressiva conclusione del PNRR.

Nell'energia, le rinnovabili saranno il segmento principale, con 129 miliardi di dollari (52% del settore) e una crescita annuale del 76% a 5,7 miliardi di dollari entro il 2050. Questo andamento sarà alimentato dagli sforzi di decarbonizzazione e dalla domanda energetica in aumento: l'Italia punta al net zero entro il 2050, in linea con l'UE, e le rinnovabili già rappresentano il 52% della capacità installata attuale. Trasmissione e distribuzione (T&D) arriveranno a 90 miliardi cumulativi, con un +135% annuo a 4,3 miliardi, mentre lo stoccaggio toccherà i 24 miliardi.

Sul fronte sociale, sanità e assistenza agli anziani guideranno con 60 miliardi di dollari (61% del settore) e un +48% annuo a 2,7 miliardi, con un'opportunità di sviluppo della silver economy. A sostenerli, una popolazione over 65 in espansione di 4,7 milioni entro il 2050, che posizionerà l'Italia tra le nazioni più anziane al mondo, con il 34% della popolazione sopra i 65 anni. L'istruzione seguirà con 39 miliardi cumulativi e un +31% a 1,6 miliardi annui, ma limitata da un calo demografico del 6% tra il 2024 e il 2050.

Trasporti ed energia continueranno a rappresentare le principali aree d'investimento, arrivando a coprire circa la metà della spesa infrastrutturale globale fino al 2050. Con la modernizzazione delle reti di mobilità e la crescita delle città, la spesa annua nei trasporti aumenterà da 1.400 miliardi di dollari del 2024 a 2.400 miliardi nel 2050, per un ammontare complessivo di 50.000 miliardi di dollari nel periodo.

Gli investimenti annui nelle infrastrutture ferroviarie e aeroportuali sono destinati a crescere quasi del doppio rispetto ai livelli del 2024. In particolare, la spesa annua per gli aeroporti sarà nel 2050 pari a 154,2 miliardi di dollari, ovvero 1,9 volte superiore rispetto al 2024, mentre gli investimenti nelle ferrovie raggiungeranno 675,3 miliardi di dollari, 1,8 volte i livelli attuali.

La spesa annua per le infrastrutture energetiche passerà da 631 miliardi di dollari del 2024 a 1.100 miliardi nel 2050, per un totale cumulato di 25.000 miliardi di dollari. Con l'accelerazione dei processi di elettrificazione, entro il 2050 gli investimenti annuali nei sistemi di accumulo energetico raggiungeranno quasi 91 miliardi di dollari, pari a 3,7 volte i livelli del 2024, mentre le infrastrutture di trasmissione e distribuzione cresceranno di 2,6 volte, arrivando a 472 miliardi di dollari annui.

La difesa è il settore a crescita più rapida in termini di investimenti infrastrutturali. La spesa annua per le installazioni fisiche, come le caserme, raggiungerà nel 2050 i 168 miliardi di dollari, 2,3 volte i 73 miliardi del 2024, in risposta all'intensificarsi dei rischi geopolitici.

I settori dell'industria manifatturiera, delle infrastrutture idriche e sociali sono destinati a crescere di circa 1,5 volte entro il 2050. Le infrastrutture digitali e quelle agricole registreranno un aumento di circa 1,3 volte, mentre gli investimenti legati alle risorse naturali resteranno complessivamente stabili.

Mentre il mondo corre per esprimere al meglio il potenziale dell'intelligenza artificiale, si assiste a una rapida impennata degli investimenti negli edifici destinati ai data center, che si aggiunge agli investimenti in attrezzature ICT come chip e server.

Tra il 2024 e il 2027, gli investimenti annui negli edifici per data center cresceranno di 2,2 volte, passando da 113,8 miliardi a 251,8 miliardi di dollari. Gli investimenti complessivi nel periodo 2024-2032 supereranno i 1.500 miliardi di dollari, in una fase di crescita intensa nel breve termine, cui seguirà un periodo maggiormente orientato al miglioramento dell'utilizzo, dell'efficienza e dell'adattabilità del patrimonio infrastrutturale esistente.

Sull'intero orizzonte temporale, anche altri sotto-settori chiave registreranno una crescita significativa. Ad esempio, l'invecchiamento della popolazione spingerà la spesa annua per strutture sanitarie e per l'assistenza agli anziani ad aumentare di 1,7 volte entro il 2050, raggiungendo 441 miliardi di dollari e avvicinandosi ai livelli di investimento nelle infrastrutture educative, stimati a 471 miliardi di dollari.

Sebbene il settore delle risorse naturali mostri nel complesso una dinamica stabile, sono previsti incrementi mirati negli investimenti minerari per metalli e minerali strategici per la transizione energetica, come rame, litio e terre rare. In questi comparti, la spesa annua crescerà di 1,4 volte, arrivando a 128 miliardi di dollari nel 2050.

L'area Asia-Pacifico continuerà a essere il motore della crescita delle infrastrutture a livello globale, concentrando oltre la metà degli investimenti complessivi fino al 2050, trainata dall'urbanizzazione, dall'espansione industriale e dallo sviluppo delle reti energetiche e digitali.

L'Africa registrerà il tasso di crescita più elevato al mondo negli investimenti infrastrutturali, con una spesa annua destinata ad aumentare di circa 1,8 volte entro il 2050, a riflesso dei cambiamenti demografici e dei significativi gap infrastrutturali ancora presenti.

Europa e Nord America stanno entrando in una fase di rinnovamento, nella quale sistemi di trasporto, energetici e idrici richiederanno interventi di ammodernamento su larga scala per mantenere resilienza e competitività. In questo contesto, la spesa infrastrutturale annua è prevista crescere di 1,6 volte nelle Americhe e di 1,4 volte in Europa entro il 2050. Le differenze regionali influenzeranno in modo significativo i flussi di capitale e la localizzazione della capacità di realizzazione dei progetti.

Mobilitare capitali non basta per garantire il successo.

Rischi legati all'esecuzione dei progetti, una pianificazione frammentata, modalità incoerenti di coinvolgimento delle comunità locali, vulnerabilità delle catene di fornitura e modelli di realizzazione superati potrebbero attenuare l'impatto economico dei volumi di investimento previsti.

Il report individua alcune priorità chiave, tra cui: una pianificazione a livello di sistema, in grado di coordinare gli investimenti tra infrastrutture energetiche, digitali, di trasporto, idriche e industriali, per evitare colli di bottiglia, ridurre la complessità amministrativa e liberare guadagni di produttività.

Nuovi modelli di finanziamento e partnership, inclusi meccanismi di capital recycling e piattaforme standardizzate di blended finance, per mobilitare capitali privati di lungo periodo e ridurre il rischio associato alle nuove tecnologie, rendendo un numero crescente di progetti finanziabili, soprattutto nei mercati emergenti.

Modelli di delivery e commerciali più moderni, basati su contratti orientati ai risultati, digital twin, costruzioni modulari e sistemi di controllo dei progetti abilitati dall'intelligenza artificiale, capaci di migliorare velocità di esecuzione, certezza dei tempi e performance complessive.

Paolo Guglielminetti osserva: 'L'opportunità è concreta, ma non scontata. Senza un'accelerazione nei tempi di realizzazione, una pianificazione integrata e modelli commerciali innovativi, anche il più ambizioso programma di investimenti rischia di non esprimere appieno il proprio potenziale. Chi saprà integrare con rapidità pianificazione, finanza ed esecuzione definirà la prossima era delle infrastrutture e ne raccoglierà i rendimenti'.

Qualità e benchmark: situazione attuale e prospettive.

Paolo Guglielminetti conclude: 'La realizzazione delle infrastrutture non terrà il passo uniformemente nel mondo. L'analisi di benchmark mostra che i paesi che spenderanno di più in infrastrutture come quota del PIL otterranno punteggi più alti in accesso, qualità ed efficienza'.

In Italia, il punteggio di qualità delle infrastrutture logistiche è di 76/100, appena sotto la media regionale ma superiore a quella globale, mentre la qualità delle infrastrutture stradali (valutata con misure soggettive e oggettive) si attesta a 63/100, inferiore sia alla media regionale che globale. La copertura delle reti 5G raggiunge il 90% della popolazione, superando la media regionale (88%) e globale (78%), sebbene la capacità da rinnovabili e nucleare copra solo il 52% del totale installato, al di sotto delle medie regionali e globali.

L'analisi di benchmark confronta la spesa infrastrutturale italiana con quella di paesi ad alta spesa come percentuale del PIL negli ultimi due decenni, definendo un livello desiderato pari alla spesa aggiuntiva necessaria per allinearsi ai peer ad alte performance in tutti i settori rispetto ai livelli base. Nel 2024, la spesa italiana è stimata al 2,2% del PIL contro un benchmark del 4,9%; la spesa annuale base aumenterebbe di 10 miliardi entro il 2050 rispetto agli attuali livelli, mentre raggiungere il benchmark richiederebbe ulteriori 66 miliardi annui nel 2050, con un totale cumulativo base di 1,5 trilioni di euro tra il 2025 e il 2050 che salirebbe a 3,1 trilioni per i benchmark.

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