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15 Gennaio 2026
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Nel terzo trimestre del 2025 (luglio-settembre) trovano conferma le dinamiche osservate nell'ultimo periodo: sul fronte della pressione di domanda, il settore degli affitti mostra una contrazione, mentre quello delle vendite prosegue il recupero avviato dalla seconda metà dello scorso anno. Rispetto agli stessi tre mesi del 2024, la pressione di domanda per le case in vendita è aumentata del 12,4%, mentre quella per le locazioni è diminuita del 16,5%.
Sono alcune delle evidenze dell'Osservatorio trimestrale del mercato residenziale realizzato da Immobiliare.it Insights, proptech guidata da Luke Brucato del gruppo Immobiliare.it, specializzata in big data e market intelligence.
L'offerta di immobili in vendita si è contratta rispetto a 12 mesi fa (-1,3%), mentre quella di immobili in affitto è cresciuta del 29,3%.
Guardando ai prezzi, si nota una crescita in entrambi i segmenti nel trimestre, ma i canoni sono aumentati in misura più ampia, oltre il doppio rispetto alle vendite: per gli affitti +6%, per le compravendite +2,6%. Attualmente, per acquistare un immobile nel Paese servono mediamente 2.114 euro/mq, mentre per affittare la spesa media è di 14,3 euro/mq.
«Giunti ormai quasi alla fine dell'anno, si può stilare un primo bilancio di come si è mosso il mercato immobiliare in questo 2025 - commenta Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. La tendenza è ormai chiara: le compravendite sono ripartite con maggiore slancio, sostenute da una rinnovata fiducia da parte degli acquirenti, da condizioni creditizie in lieve miglioramento e da una maggiore stabilità economica generale. Si tratta di segnali importanti, che indicano una ripresa graduale ma solida dopo un periodo caratterizzato da incertezza e attese. Al contrario, il mercato delle locazioni sta attraversando una fase di rallentamento, segnando una prima battuta d'arresto dopo il boom registrato negli anni post-pandemia. Si intravedono tensioni del mercato, derivanti da un aumento dei canoni più che proporzionale all'aumento dei salari, soprattutto nelle grandi città».
Affitto: l'andamento nelle macroaree del Paese
A trainare verso l'alto i prezzi di affitto è soprattutto il Centro, che nel terzo trimestre dell'anno ha registrato una crescita di oltre il 10% rispetto a 12 mesi fa. Rialzi più contenuti rispetto alla media nazionale per Nord-Ovest (+4,6%) e Isole (+4,2%). Il Centro è anche l'area in cui la pressione di domanda è calata maggiormente nel periodo considerato (-19,6%), mentre la diminuzione più contenuta si è verificata nelle Isole (-6,9%).
Si notano differenze rilevanti tra grandi e piccoli centri: la pressione di domanda cala più nettamente nelle grandi città (-26,4%) che nei centri minori (-8,8%). Tuttavia, i prezzi sono cresciuti di più nelle piccole città (+5%) rispetto alle grandi (+3,7%).
L'offerta è aumentata ovunque a due cifre nel periodo, con incrementi vicini al 40% nelle grandi città e superiori al 20% nelle piccole. Tra le macroaree, il Nord-Est è quella in cui lo stock è cresciuto maggiormente nell'ultimo anno (+36,6%).
Vendita: l'andamento nelle macroaree del Paese
Per le vendite, il quadro è opposto rispetto alle locazioni. La pressione di domanda è aumentata ovunque nel terzo trimestre, con incrementi sempre superiori al 10%. Le Isole raggiungono +15,3%, mentre la crescita più contenuta si registra al Nord-Est (+10,8%). Proprio quest'area è però quella in cui i prezzi sono saliti di più in 12 mesi (+4,6%), mentre si osserva una sostanziale stabilità al Sud (+0,9%) e nelle Isole (+0,7%).
A differenza delle locazioni, nelle vendite grandi città e centri minori mostrano andamenti simili per la domanda, con incrementi in entrambi i casi intorno a +12,5%. I prezzi, però, sono aumentati maggiormente nelle grandi città (+5%) rispetto ai centri più piccoli (+2,1%).
Per quanto riguarda l'offerta, Sud e Isole si discostano dalla tendenza nazionale di decrescita, con rispettivamente +4% e +1,2%. Calano invece in modo simile, tra -2% e -3%, al Nord-Ovest, al Nord-Est e al Centro.
Affitto: la situazione in regioni e città
La Valle d'Aosta si conferma la regione più cara per affittare casa in Italia, con canoni che hanno superato 22 euro/mq in seguito a una crescita del 14,1% nell'ultimo anno. Al secondo posto la Lombardia (18,7 euro/mq medi). La Basilicata rimane la regione più economica (7,1 euro/mq), con canoni in calo rispetto al terzo trimestre del 2024 (-9,4%).
Tra i capoluoghi di regione, Milano è la città più costosa della Penisola (22,5 euro/mq), senza variazioni significative nell'ultimo anno (+0,1%). Firenze, al secondo posto con 21,3 euro/mq, prosegue la crescita (+5,3% nel periodo). Roma è terza (18,2 euro/mq, +11,2% nel trimestre) davanti a Bologna (17,1 euro/mq).
Vendite: la situazione in regioni e città
Il Trentino-Alto Adige mantiene il primato tra le regioni per i prezzi di acquisto, con 3.573 euro/mq medi (+3,8% in 12 mesi). La Calabria resta la più conveniente, con 953 euro/mq.
Milano è in testa anche nella classifica dei prezzi di vendita (5.564 euro/mq medi), in crescita del 2,3% rispetto a 12 mesi fa. Firenze è seconda (4.669 euro/mq, +9% in un anno), mentre Bologna è di poco davanti a Roma (3.685 euro/mq contro 3.641 euro/mq).
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