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3 Giugno 2026

Crif, mutui: domanda -12,4% e fisso tasso all'86% nel Q1 2026

di Red

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Nel primo trimestre 2026 la domanda di nuovi mutui e surroghe è diminuita del 12,4% e questo potrebbe riflettersi sulle erogazioni, dopo un 2025 che, secondo Banca d'Italia, aveva registrato una crescita del 24,4% sul 2024 fino a 55,6 miliardi di euro. In un contesto di incertezza, le famiglie adottano un atteggiamento prudente verso impegni di spesa rilevanti. Nell'ultimo trimestre del 2025 la crescita delle compravendite residenziali ha segnato un +0,5%. La quota di compravendite assistite da un finanziamento resta al 44,9%.

Nel canale online, nel primo trimestre 2026 la quota dei mutui con finalità acquisto prima e seconda casa sale al 74%. Le richieste di surroga rallentano: il loro peso scende al 20% del totale delle domande raccolte online, rispetto al 38% del primo trimestre 2025, per la progressiva riduzione dei casi in cui conviene sostituire il finanziamento in corso. Questi dati provengono dalla nuova edizione del bollettino trimestrale di CRIF sul mercato dei mutui residenziali e immobiliare.

Nel primo trimestre 2026 i tassi fissi applicati ai mutui risultano in aumento, mentre i variabili beneficiano della discesa dell'Euribor e della contrazione degli spread. Le attese indicano che il variabile potrebbe offrire rate inferiori rispetto al fisso solo per i prossimi 12 mesi.

A fine aprile l'Euribor a 3 mesi si attesta al 2,19%. Le previsioni lo indicano in crescita fino a inizio 2027, per poi stabilizzarsi fino al 2028. L'IRS a 20 anni, riferimento per i mutui a tasso fisso, è al 3,28%, circa 0,65 punti percentuali sopra i livelli di 12 mesi prima.

L'aumento del costo dei mutui a tasso fisso incide in particolare sulla domanda di surroghe, più sensibile al prezzo: nel primo trimestre 2026 le domande online di surroga rappresentano il 20% del totale, in calo dal 38% del primo trimestre 2025. Gli spread sui nuovi mutui a tasso variabile si collocano intorno allo 0,3%, in linea con l'ultimo trimestre 2025, mentre quelli sui mutui a tasso fisso si riducono di circa 0,1%.

In questo quadro, i variabili presentano attualmente rate inferiori ai fissi; il vantaggio è atteso ridursi quasi del tutto entro fine anno, coerentemente con l'andamento previsto dell'Euribor. La preferenza per il tasso fisso resta prevalente: nel primo trimestre 2026 spiega l'86% delle richieste online, in lieve calo rispetto ai trimestri precedenti. Per le richieste di surroga e sostituzione, il fisso copre l'82% delle preferenze.

La Bussola Mutui propone una simulazione riferita a un mutuo per acquisto di 140.000 euro, valore immobile 220.000 euro, durata 25 anni, richiedente di 35 anni: il tasso fisso risulta pari al 2,59% con rata mensile di 634 euro; il tasso variabile all'1,95% con rata mensile di 590 euro. In base alle attuali previsioni sull'Euribor, la rata variabile è attesa rimanere inferiore a quella fissa per i prossimi 12 mesi.

Il credito bancario continua a sostenere le compravendite residenziali: nel quarto trimestre 2025 la quota di acquisti assistiti da mutuo è pari al 44,9%, in aumento rispetto al 41,6% dello stesso periodo dell'anno precedente. I dati dell'Agenzia delle Entrate evidenziano un rallentamento della crescita delle compravendite residenziali nel quarto trimestre 2025 (+0,5%), dopo il +8,5% del trimestre precedente. L'importo medio erogato è pari a 139.069 euro, in aumento sul trimestre precedente. La fascia tra 100.000 e 149.999 euro rappresenta circa il 33% dei mutui erogati; il 48% delle erogazioni prevede una durata superiore a 25 anni.

"Il 2025 si è aperto con un avvio positivo del mercato delle compravendite immobiliari, con crescita a due cifre, ma ha progressivamente perso slancio nel corso dell'anno", afferma Stefano Magnolfi, executive director CRIF Real Estate Services. "La stabilizzazione dei tassi di interesse, che a giugno hanno esaurito la fase di discesa, ha inciso sul rallentamento. Si è passati da un +11,2% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2024 a un +0,5% nell'ultimo trimestre. Nel complesso, le compravendite hanno chiuso il 2025 con un incremento del 6,5%, in un contesto di progressivo indebolimento del mercato mese dopo mese. L'incertezza legata agli scenari geopolitici, il rischio di nuove pressioni inflazionistiche e la possibilità di politiche monetarie restrittive da parte della BCE fanno prevedere un 2026 improntato alla cautela da parte di famiglie e imprese, in attesa di segnali più chiari sul fronte macroeconomico. Tra gli elementi che potranno incidere a medio termine vi è il Piano Casa del Governo che, grazie a semplificazioni, potrebbe sostenere la domanda abitativa e attingere a finanziamenti europei, anche alla luce del recente Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili. In un contesto in cui il fattore energetico è cruciale per i costi delle famiglie, le abitazioni a più elevata efficienza energetica, nuove o riqualificate, possono contribuire al contenimento della spesa. Anche gli istituti di credito si stanno orientando verso questa tipologia con prodotti green che possono incidere sia sul costo del debito sia sulle spese gestionali degli immobili".