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C'è una lunga lista di immobili affittati dal Comune di Roma a canoni irrisori.
Per fare alcuni esempi si può citare il caso di appartamenti in pieno centro storico per cui il canone di locazione non supera i 300 euro mensili: come quello di quasi 130 metri quadrati a via del Colosseo a 122 euro al mese, o i sessantatré metri quadrati a piazza Trilussa a 79 euro al mese, o la casa con vista Colosseo di 93 metri quadrati di via Labicana a solo 218 euro al mese.
Il Campidoglio ora vorrebbe metterli in vendita all'asta, e ricavare così incassi per 247 milioni (anche se dipenderà dall'esito dell'incanto), contro gli attuali 2,2 milioni ricavati con i prezzi low cost.
E proseguire così negli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, rimpinguando il bilancio comunale a un passo dal fallimento.
"Per alcune situazioni non è facile ricostruire ricostruire la vicenda, non si sa come e a quale titolo certe persone siano riuscite ad avere le chiavi di questi immobili" spiega a Monitorimmobiliare Nunzia Bossa, portavoce del vicesindaco Luigi Nieri.
"Si tratta di case concesse trenta o quaranta anni fa, ma stando ai dati in nostro possesso non possiamo dire che tutti abbiano seguito il regolare percorso di assegnazione per le case popolari, a cui possono accedere solo i redditi inferiori ai 28mila euro annuali - continua - e che ai tempi è stato applicato per questi immobili che oggi l'amministrazione comunale vuole mettere all'asta".
Nell'elenco, oltre alle 295 unità residenziali, figurano anche 302 locali commerciali: tra questi ad esempio un negozio di 400 metri quadrati di via Milano affittato a 6.161 euro l'anno, o un altro di 860 di via Appia Antica a 3.105 euro.
Agli inquilini verrà offerto un diritto di prelazione e la possibilità di acquistare con ribassi del 30%.
"E se qualcuno si riufiutasse di acquistare pur avendo un reddito superiore a quello stabilito dalla legge, quindi 28mila euro, verrà estromesso comunque dall'amministrazione comunale" sottolineano dal Campidoglio.
Nelle intenzioni del sindaco Marino, il 75% del ricavato dovrà essere utilizzato per investimenti in opere pubbliche, mentre il restante 25% per il recupero e la realizzazione di nuove case popolari.
La delibera per l'operazione è già stata approvata in giunta ed è ora al vaglio della commissione Patrimonio e politiche abitative.
Quanto alle tempistiche, "difficile che l'ok definitivo arrivi prima di Natale - afferma la Bossa - più probabile che si proceda con l'asta direttamente nel 2014".
Solo a quel punto la lista di immobili sarà pubblicata sul sito del Comune di Roma.
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