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13 Febbraio 2026

Allarme Data center: la crescita troppo rapida aumenta i rischi tra debito, contratti e catene di fornitura

di Red

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S&P Global Ratings evidenzia come la rapida espansione dei data center focalizzati sull'intelligenza artificiale stia creando vulnerabilità lungo l'intera catena del valore. La scala e la complessità delle strutture, unite a tempistiche di costruzione aggressive, mettono sotto pressione la capacità di sviluppo, favoriscono l'assunzione di progetti oltre l'esperienza dei soggetti coinvolti, generano carenze di manodopera specializzata e problemi di approvvigionamento delle attrezzature. Il report non comporta alcuna azione di rating.

La crescita del settore è sostenuta dall'uso diffuso del debito, in particolare tra appaltatori di medie dimensioni, con livelli di leva elevati che aumentano la vulnerabilità a extra-costi e rialzi dei tassi, con possibili effetti a catena sulle forniture e sui cronoprogrammi dei progetti. Al contempo, l'asimmetria del potere negoziale può spostare rischi verso controparti meno solide, mentre l'opacità contrattuale, soprattutto su diritti di recesso e garanzie, può generare aspettative non allineate tra gli attori della filiera.

L'espansione dell'uso di capitale privato e l'adozione di strutture contrattuali e finanziarie complesse rendono difficile valutare la leva effettiva e le concentrazioni di rischio nel comparto dei data center, con vulnerabilità che potrebbero emergere qualora le prospettive dell'intelligenza artificiale si attenuassero.

Nel 2025, i grandi progetti di data center negli Stati Uniti hanno attratto consistenti investimenti e S&P Global Ratings stima che la spesa in conto capitale supererà 900 miliardi di dollari nel resto del decennio. Pur con un momentum d'investimento sostenuto, aumentano i timori di possibili correzioni di mercato. In tale contesto, il rischio controparte e la diversificazione pesano in modo significativo nella valutazione della resilienza di lungo periodo del settore.

La dimensione geopolitica è rilevante: Stati Uniti e Cina sono i principali attori nell'intelligenza artificiale e adottano approcci differenti. La competizione per la posizione di vertice ha favorito un'impostazione normativa leggera, consentendo alla corsa di procedere rapidamente e, di fatto, accettando i rischi sociali, economici ed energetici associati.

L'accelerazione dell'infrastruttura hyperscale sta ridefinendo i profili di rischio di sviluppatori e partner. La scala, la velocità di esecuzione e la sofisticazione tecnica richieste impongono pressioni su appaltatori e fornitori, spesso con bilanci e sistemi di gestione del rischio non adeguati. Carenze di manodopera specializzata, lunghi tempi di consegna delle attrezzature e filiere sotto tensione sono ormai criticità ricorrenti. Nel 2025, secondo Jones Lang LaSalle, il 57% dei progetti di data center ha registrato ritardi pari o superiori a tre mesi.

Un esempio di criticità nella supply chain riguarda le turbine per centrali elettriche alimentate a gas. La domanda, rafforzata dalla costruzione di data center, si è scontrata con capacità produttiva ridotta dagli stessi costruttori in anni recenti. Il ripristino della capacità richiede tempo e investimenti; nell'attesa, gli ordini vengono dirottati e alcuni impianti optano per soluzioni meno efficienti, con ritardi produttivi e costi operativi più elevati.

L'aumento della domanda energetica dei data center rende la potenza disponibile un collo di bottiglia e spinge verso soluzioni energetiche dietro il contatore per mantenere la velocità di sviluppo. Queste soluzioni possono ridurre il rischio di ritardi nelle interconnessioni alla rete, ma trasferiscono una quota significativa del rischio utility allo sviluppatore o all'off-taker, introducendo complessità progettuali, operative e regolatorie che richiedono competenze specifiche.

Le pressioni di finanziamento rappresentano un ulteriore vincolo per sviluppatori e appaltatori. Strutture contrattuali diffuse attribuiscono ai primi gli extra-costi e i ritardi, mentre per i secondi le penali possono essere limitate e le responsabilità coperte da tetti. Gli appaltatori, inoltre, fronteggiano consistenti anticipi per approvvigionamenti e fabbisogno di capitale circolante. Un eventuale allentamento della disciplina osservata negli ultimi anni, con l'avvio di cantieri meno vincolato al pre-leasing, aumenterebbe il profilo di rischio di credito degli sviluppatori.

Sul piano finanziario, molti appaltatori di medie dimensioni operano con margini ridotti e crescente dipendenza dal debito per sostenere la crescita. Diverse controparti presentano rating non investment grade, talvolta nella categoria B. In questo contesto, anche extra-costi moderati possono erodere la redditività e indebolire la solidità creditizia. La natura interconnessa delle filiere può trasformare uno stress locale in ritardi più ampi di progetto, amplificando i rischi di esecuzione e finanziari, mentre la prevalenza del debito rispetto all'equity solleva interrogativi sulla resilienza a shock avversi.

L'esposizione contrattuale si acuisce dove esistono asimmetrie di esperienza e potere negoziale tra clienti, sviluppatori, appaltatori e fornitori. Le pressioni a rispettare calendari serrati possono indurre accettazioni di rischio da parte delle controparti. L'allineamento degli incentivi non sostituisce le tutele derivanti da clausole chiare, soprattutto se la consegna avviene oltre le date che attivano opzioni di recesso. Con periodi di costruzione più lunghi e complessi, aumenta l'esposizione a evoluzioni della domanda e a rinegoziazioni o cancellazioni.

L'opacità contrattuale è un ulteriore fattore critico: molti partecipanti hanno visibilità parziale sul perimetro contrattuale, con possibili sottostime di obblighi di performance, responsabilità di interfaccia, rischio di credito delle controparti e penali. Diritti di recesso concessi a hyperscaler in caso di ritardi o extra-costi possono spostare rischi su sviluppatori e fornitori e minare assunti di gestione del progetto; anche le garanzie poste a presidio delle iniziative potrebbero rivelarsi meno solide o immediate del previsto.

Permane inoltre un'opacità nelle strutture del capitale: l'espansione è sostenuta da impegni significativi di capitale privato, con prassi di disclosure che possono mascherare livelli di leva, concentrazioni di rischio ed esposizioni a cross-default. Strutture multilivello con entità a cascata e impegni circolari complicano l'individuazione del soggetto che, in ultima istanza, sopporta la responsabilità finanziaria. A fronte di un forte appetito per i data center, la chiarezza sulla monetizzazione di lungo periodo dei servizi legati all'intelligenza artificiale appare in calo, mentre aumenta il peso del debito rispetto all'equity.

A livello sistemico, l'unione di espansione aggressiva, vincoli operativi, leva e trasparenza limitata può accelerare la propagazione di shock negativi. Qualora emergessero problemi di esecuzione o la domanda legata all'intelligenza artificiale risultasse inferiore alle attese, la fiducia nel settore potrebbe indebolirsi rapidamente. Gli investimenti richiedono l'adozione di tecnologie spesso non testate, con esiti ancora incerti in termini di utilizzi in grado di assorbire la capacità in costruzione. Un'inversione colpirebbe non solo singoli sviluppatori e appaltatori, ma anche mercati del credito, valutazioni del capitale privato e clima economico, dato il ruolo crescente dei data center negli ecosistemi digitali e industriali. Maggiore trasparenza, meccanismi di condivisione del rischio più equilibrati e rafforzamento della resilienza finanziaria lungo la filiera di sviluppo saranno determinanti per mitigare tali vulnerabilità.

Tra gli scenari di rischio considerati figurano: colli di bottiglia che causano ritardi ed extra-costi nei mega-progetti; progressi tecnologici che riducono il fabbisogno di capacità e portano a sovracapacità, con rapida selezione tra vincitori e perdenti; tensioni di liquidità per modelli meno sostenibili, rinegoziazioni o inadempimenti nei contratti di locazione, effetti a cascata su fornitori e sovracapacità anche nei comparti energetico e dei componenti. Le principali aree di valutazione includono rischio di concentrazione (clienti, fornitori, localizzazione degli asset), adattabilità tecnica degli impianti, rischio controparte, fonti di finanziamento e liquidità, capacità di scalare l'operatività, coperture assicurative, livelli di leva e track record settoriale.

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