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20 Luglio 2011

Agenti immobiliari: Anama, serve un'informazione seria

di Paolo Bellini, presidente Anama

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L'unico risultato certo è che Altroconsumo quando attacca gli agenti immobiliari si fa una grande pubblicità.

Infatti da alcuni giorni tiene banco l'indagine di Altroconsumo sui 170 agenti immobiliari di sette città italiane e le polemiche che essa ha scatenato.

Giustamente! 

Perché non si possono liquidare leggi e normative che fanno parte del nostro ordinamento giuridico con delle battute ad effetto.

Cosa vuol dire che il 97% degli agenti contattati chiede la provvigione da entrambe le parti?

Ma se è il codice civile che lo stabilisce!

E una ragione c'è: quella di rendere il mediatore arbitro dell'affare, equidistante sia dal venditore sia dall'acquirente.

Altrimenti non si parla di mediatore ma di consulente, di professionista che viene incaricato da una parte perché segua ... i suoi affari e i suoi interessi!

E poi la questione dell'entità della provvigione se deve essere del 3% o del 2%?

Sul mercato di alto livello professionale ci sono organizzazioni che operano normalmente al 5% di provvigione dal venditore e al 3% dall'acquirente e lo fanno con la consapevolezza di chi deve
investire in pubblicità, in servizi, in consulenze esterne e in mezzi per raggiungere l'obiettivo.

E più l'affare costa più la provvigione rimane ai livelli alti del mercato.

Sì perché trovare oggi gli acquirenti di certi immobili, in particolare di quelli di pregio, non è facile ne semplice.

E allora?

Cosa dobbiamo fare?

Criticare chi fa dell'intermediazione immobiliare un'attività ad alto profilo professionale e d’investimento?

Di chi assume personale specializzato e mezzi all'avanguardia per concludere gli affari.

Sulle prestazioni Altroconsumo ha ragione: un agente immobiliare moderno e serio fornisce prestazioni e servizi completi, che vanno dalla commercializzazione, all'assistenza, dalle visure ai rapporti con gli altri consulenti, per giungere al rogito notarile sereni e preparati, emettendo le relative fatture di provvigione.

E un'agenzia strutturata non può permettersi di lavorare "in nero" perché sono troppe le spese di gestione e i bilanci devono quadrare.

Se ometti entrate, a fronte di uscite certe, l'agenzia non sta in piedi.

Chi lavora "in nero" non è parte della nostra associazione ma preda di altri sodalizi che aggregano di norma micro strutture, il più delle volte a carattere familiare, dove generalmente vi opera il titolare e forse la moglie (o la figlia) come segretaria.

Queste realtà non sono il futuro del settore: devono evolvere in agenzie organizzate, con personale dedicato all'acquisizione immobiliare, alla gestione delle vendite e alla consulenza contrattuale.

Altrimenti come è vero che in Francia, così come negli Usa, l'utilizzo dell'agente immobiliare è già a livelli altissimi e sempre in aumento in Italia la categoria sarà destinata a sparire, magari a favore delle solite professioni intellettuali, salvo che non si riveda il modo di concepire l'agenzia immobiliare e il servizio dell'intermediazione fatto da professionisti, ben pagati ma capaci di accompagnare e assistere le parti verso uno degli atti più importanti della vita di un cittadino: l'acquisto della casa. 
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