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3 Settembre 2014

Gli stranieri tornano in Grecia: investono su hotel e logistica

di Cristina Giua

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Dopo Spagna, Portogallo e Irlanda, anche per la Grecia la ruota del mercato immobiliare sta tornando a girare per il verso giusto.

Molto lentamente, perché la caduta dell'economia ellenica ha trascinato con sé prezzi e volumi di vendita, non solo del residenziale (nell'ultimo anno le quotazioni delle case sono scese solo del 7,3%: il miglior risultato dal 2011), ma anche degli altri segmenti del real estate.

Quegli stessi asset dove, se l'economia di un Paese tira, i capitali dall'estero non tardano ad arrivare.

Non così per l'Italia, dove i segnali positivi dei primi mesi dell'anno, in termini di risorse transate sull'immobiliare, sembrano ora smentiti dal sentiment degli operatori sui prossimi 6-12 mesi.

Sulla penisola greca invece il barometro segna tempo in miglioramento.

Anche se sullo sfondo restano una situazione politica e una ripresa economica tutt'altro che consolidata, nella seconda metà del 2014 la crescita del Pil si dovrebbe attestare tra l'1,5 e il 2% su base annua, soprattutto per effetto delle esportazioni e del turismo.

Anche per l'immobiliare si riparte quasi da zero, dopo il massiccio piano di dismissioni di proprietà pubbliche (a dire il vero, una matassa piuttosto complicata da sbrogliare) e dopo l'arrivo degli investitori su quelli che sono i punti di forza del real estate locale: turismo e porti e logistica, in aree strategiche come quella del Pireo).

Morale, nel giro degli ultimi 18 mesi gli investitori hanno puntato una fiches da 1,2 miliardi di euro sul mattone greco (cifra in gran parte confluita nelle casse del Governo di Atene, attraverso il piano di dismissioni di cui sopra, gestito dall'agenzia Taipei che per la fine di quest'anno prevede di portare a casa 1,5 miliardi di euro di incasso).

La cifra sugli investimenti la fornisce invece Cushman & Wakefield, aggiungendo che si tratta di livelli di transato di tutto rispetto, visto che dal 2008 al 2012 il giro d'affari non è andato oltre gli 800 milioni di euro.

Nell'elenco degli operatori già operativi in Grecia e che tengono sotto controllo in attesa di opportunità ci sono Hines, Fairfax's (che ha già concluso un deal da 210 milioni con Eurobank Properties da cui ha comprato un portafoglio di uffici e magazzini sparsi tra Romania, Serbia e Grecia), Astir Palace hotel (specializzato in alberghi di lusso), Colony Capital e dell'asso piglia tutto come i fondi del Qatar.

 

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