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24 Ottobre 2014

Vendita case popolari: la protesta dei sindacati a Napoli

di I. L.

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Parte dal presidio degli assegnatari di Napoli, attivo sotto la sede della Regione Campania, la campagna di mobilitazione contro il decreto del ministero delle Infrastrutture sulla vendita delle case popolari.


Un decreto che – secondo una nota congiunta dei sindacato inquilini del Sunia-Sicet-Uniat - penalizzerà gli assegnatari più deboli, in primo luogo gli anziani, e consegnerà definitivamente interi quartieri alla criminalità organizzata.


La vendita all’asta così congegnata produrrà effetti devastanti – contestano i sindacati in un nota - . Gli appartamenti migliori probabilmente verranno venduti a terzi e quelli peggiori resteranno invenduti o verranno acquistati a prezzi più bassi degli attuali prezzi di vendita, magari con il sostegno della criminalità organizzata. Il risultato sarà una riduzione significativa delle entrate degli ex IACP che si ritroveranno, a dispetto delle affermazioni, con un patrimonio più povero e con assegnatari più deboli.

Per valutare l’impatto reale di un provvedimento come questo sarebbe bastato analizzare i censimenti reddituali che ogni due anni vengono fatti dagli enti gestori o la recente indagine dell’Aler di Milano sulla propensione all’acquisto svolta su 10mila assegnatari per capire che solo il 15-20% degli assegnatari è in grado di acquistare”.


"Manca poi una strategia per affrontare il disagio abitativo - riassume una nota -.

Si continua ad intervenire con provvedimenti frammentari e contraddittori che puntano ad incentivare la proprietà della casa per sostenere una offerta senza domanda, perché quella che cerca una abitazione e soffre di un disagio acuto è prevalentemente una domanda debole che ha bisogno di una offerta di alloggi in affitto a canone sociale o comunque a livelli più bassi di quelli offerti dal mercato delle locazioni.

Per fare questo sono necessarie risorse adeguate ed un piano pluriennale di sviluppo dell’offerta di alloggi sociali: il contrario di quello che il Ministero sta facendo.

Secondo punto: le modalità di vendita. Si stabilisce che gli alloggi vengano messi all’asta e che l’assegnatario abbia il diritto di prelazione alle condizioni del terzo.

Nel caso non abbia la possibilità di pagare l’intera somma entro 45 giorni l’alloggio verrà ceduto al miglior offerente e l’assegnatario dovrà lasciarlo.

Per andare dove? In un altro alloggio messo a disposizione dagli ex IACP”.