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14 Aprile 2026
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Il Governo si prepara a varare nelle prossime settimane un provvedimento sull’emergenza abitativa con misure di sostegno per il settore.
In attesa di conoscere il testo che verrà presentato - e se questo verrà accompagnato dalla sospensione degli sfratti, come annunciato, le tre sigle sindacali di categoria Sunia, Sicet e Uniat hanno diffuso una nota congiunta sulle misure da introdurre già nel disegno di Legge di Stabilità in discussione in Parlamento.
L'elenco - sviluppato in cinque punti che Sunia, Sicet ed Uniat porteranno come rivendicazione al Governo, ai Gruppi Parlamentari, alle Regioni ed ai Comuni attraverso iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione in varie città - comprende:
La possibilità di detrarre l’affitto pagato dal reddito degli inquilini.
Una misura prevista per chi paga un mutuo per la prima casa, ma mai estesa a coloro che pagano un affitto.
Una norma di questo genere, oltre ad eliminare una evidente iniquità – fanno sapere i sindacati - avrebbe altri due effetti: alleggerire in maniera indiretta il costo dell’affitto e, accompagnandola alla tracciabilità del pagamento, a creare un sano conflitto di interessi tra proprietario ed inquilino in grado di contribuire in maniera determinante a contrastare l’evasione fiscale nel settore che sottrae almeno un miliardo e mezzo all’anno da destinare alle politiche abitative.
Eliminare la cedolare secca per i canoni liberi e mantenerla solo per i contratti concordati abbassando l’attuale aliquota. Una misura che ne incentiverebbe l’uso portando ad una riduzione complessiva degli affitti.
D’altronde il fallimento degli obiettivi della cedolare secca è evidente: nessun abbassamento dei canoni, nessuna emersione dal nero, una perdita per lo Stato di circa 2 miliardi annui di mancate entrate Irpef finiti nelle tasche dei proprietari più ricchi.
Una somma che potrebbe essere tranquillamente utilizzata per finanziare le detrazioni per l’inquilino e una fiscalità di vantaggio per i contratti concordati.
Cancellare la previsione di far pagare una parte della Tasi agli inquilini.
A parte l’assurdità di caricare una tassa patrimoniale sul conduttore, la somma di questa nuova imposta e dell’aumento di quella sui rifiuti comporterà un nuovo pesante aumento del costo dell’affitto in un momento in cui gli sfratti per morosità incolpevole hanno superato il limite di guardia e lo stesso Governo, anche se con misure ancora insufficienti, lo ha riconosciuto con l’istituzione del fondo per le morosità.
Aumentare i Fondi di sostegno per l’affitto e la morosità. Dopo tre anni di assenza di risorse, i 100 milioni di euro per il sostegno all’affitto e i 40 milioni di euro per la morosità incolpevole, previsti dalla legge di conversione del decreto legge sull’Imu per i prossimi due anni, rappresentano attenzione al problema del disagio abitativo.
Sono comunque insufficienti rispetto alle dimensioni della domanda.
Per una risposta efficace servono almeno altri 300 milioni.
Eliminare l’IMU sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il pagamento dell’Imu per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica è inaccettabile perché toglie risorse agli enti gestori per la manutenzione e le nuove costruzioni. Si tratta anche di una misura incongrua dove alcune tipologie di unità immobiliari, non sociali, sono assimilate all’abitazione principale, mentre quelle degli ex IACP sono soggette solo alla detrazione di 200 euro.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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