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9 Febbraio 2012

Sicilia: crolla Pil e quasi uno su due percepisce una pensione

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Non arrivano dati confortanti sulla situazione della Sicilia dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio congiunturale della Fondazione Res.

In primo luogo per la correzione al ribasso del Pil reale siciliano che passa dall’1,1% del 2010 allo 0,3% del 2011, fino al -2,2 previsto a febbraio 2012.

Una crisi che si ripercuote anche a livello nazionale visto che, sempre dal rapporto, emerge che quasi un siciliano su due percepisce una pensione e che gli assegni erogati ogni anno dagli istituti di previdenza sono poco più di 2,35 milioni a fronte di una popolazione complessiva nella regione di cinque milioni di abitanti.

Quasi il 70 per cento poi percepisce un assegno inferiore ai mille euro.

Un altro dato poco confortante che emerge dalla relazione è quello che riguarda le imprese, in netto calo (dalle 394.488 circa del 2007 alle 380.715 dell’anno scorso).

Altro elemento è quello che riguarda la pressione fiscale. Infatti, se in Sicilia su un reddito di 10mila euro l’addizionale Irpef si aggira tra 140 e 170 euro, a Bolzano invece è zero.

E notizie migliori non giungono neanche dalla situazione occupazionale evidenziata nel rapporto, con le province siciliane ai minimi di ogni graduatoria nazionale.

Una via d’uscita allora potrebbe essere rappresentata dai recenti decreti del governo.

Secondo il rapporto, infatti, se gli effetti della manovra del governo centrale sull’economia siciliana, sul versante del prelievo fiscale, si riveleranno molto modesti sul reddito e sui consumi delle famiglie; in compenso, sul versante della crescita e dello sviluppo, potrebbero rivelarsi positivi nel medio e lungo periodo.
 
 

 
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