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14 Aprile 2026
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Vent’anni fa, gli italiani con più di 64 anni rappresentavano il 19% della popolazione. Oggi quella percentuale è salita al 24,1%, pari a oltre 14 milioni di persone. E, secondo l’Istat, tra una ventina di anni saranno un terzo della popolazione, cioè il 33,6%. Questo dato, unito al fatto che diminuisce il numero dei giovani alla ricerca di una casa (per motivi economici, ma anche perché di giovani, in prospettiva, ce ne saranno sempre di meno a causa del calo delle nascite), fa sì che l’attenzione di concentri sulle esigenze abitative della popolazione anziana.
Il senior housing come risposta alla crescente domanda di abitazioni rivolte all’anziano totalmente o parzialmente autosufficiente si va sperimentando in Europa e nel nostro Paese da qualche anno. E l‘idea non dispiace affatto agli italiani: secondo il recente Rapporto Federproprietà – Censis, questa soluzione per gli over 65 piace in modo pressoché trasversale, superando le eventuali diversità di ordine sociale, economico, demografico e territoriale, e incontra il favore di circa l’80% della popolazione (del 78,9% per la precisione).
Per il Censis, “la trasversalità del consenso verso il social housing riflette la frammentazione della nostra società, conseguente alla rarefazione delle relazioni di comunità, al ridimensionamento dei nuclei familiari e al bisogno di sostegno, protezione e relazionalità che si origina nel periodo della terza età, una fase della vita in cui isolamento e solitudine rischiano di essere le condizioni di vita quotidiana di un numero sempre crescente di individui”.
Il social housing, infatti – spiega ancora il Censis – esprime un nuovo concetto di residenzialità, con alloggi dati in locazione ad anziani autosufficienti ma organizzati intorno a servizi comuni: prestazioni sanitarie, lavanderie, aree di uso comuni, assistenza e trasporto, ambienti per attività sportiva e ricreativa, ecc.
Quel “consenso trasversale” di cui parla il Censis si manifesta sia tra le famiglie con figli (79,2%) sia tra le coppie senza figli (78,6%). La motivazione di chi vede con favore la soluzione del social housing è quella di poter affrontare la vecchiaia con più tranquillità vivendo in un ambiente protetto, ambizione manifestata da oltre l’83% di chi ha almeno 65 anni.
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