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Con oltre 12 miliardi di euro transati, il 2025 conferma il trend positivo del commercial real estate italiano. Le prime tre asset class, retail, hospitality e logistica, rappresentano complessivamente il 64% dei volumi, con il retail al 29%. L'office chiude l'anno in quarta posizione, sostenuto da due operazioni di rilievo a Milano.
Il mercato immobiliare italiano resta al centro delle strategie degli investitori, in particolare internazionali. L'economia nazionale torna gradualmente a tassi di crescita più in linea con i decenni precedenti: consumi moderati, esportazioni in rallentamento e un euro forte incidono sul quadro, mentre investimenti e costruzioni sostengono l'espansione.
Nel 2025 sono stati investiti nel mercato immobiliare commerciale circa 12,3 miliardi di euro, un valore superiore alla media dell'ultimo decennio e in aumento rispetto al 2024. L'anno si è chiuso con un numero elevato di transazioni in un mercato ancora caratterizzato dalla prevalenza di deal di valore inferiore ai 50 mln di euro (80%); le dieci operazioni di importo più elevato rappresentano circa il 25% dei volumi. Resta elevato l'interesse per sviluppo e rigenerazione, pari al 20% dei volumi. Milano concentra circa il 30% del totale, mentre grazie a hospitality, retail e logistica i mercati regionali raggiungono il 60%.
La componente di capitale internazionale è prevalente e rappresenta circa il 57% dei volumi totali. Le prospettive per i prossimi mesi sono positive: dopo un 2025 di espansione, i volumi di investimento sono attesi in consolidamento. In un contesto macroeconomico e geopolitico segnato da incertezza, il mercato tende verso un nuovo equilibrio. Gli investitori core sono attesi più attivi, ma continueranno a essere le strategie value-add a guidare l'operatività. Sul fronte della politica monetaria, i mercati non si attendono ulteriori tagli dei tassi di riferimento della BCE nel breve-medio periodo.
Il retail guida il mercato, seguito da hospitality e logistica. Nel retail spiccano i centri commerciali, sostenuti da un single deal di volume elevato, seguiti da factory outlet e grocery; l'high street raccoglie il 25% dei volumi grazie all'interesse per Milano, Firenze e Roma. Nell'hospitality si amplia il perimetro delle geografie target e si consolida la domanda per asset prime nelle principali destinazioni, tra cui Milano, Roma, Firenze e Venezia. Con il ritorno di operazioni di portafoglio, il comparto industriale e logistico torna a crescere e si posiziona al terzo posto per volumi, con un incremento di circa il 24%; sul leasing i canoni si mantengono stabili, mentre il take-up è aumentato nella seconda parte dell'anno, portando il totale 2025 a una crescita dell'8% rispetto al 2024.
La crescente polarizzazione e selettività del mercato degli uffici incide sui volumi, in flessione, pur in presenza di due operazioni di rilievo nel periodo; Milano raccoglie il 70% dei volumi registrati, con deal su asset localizzati soprattutto nei CBD cittadini. Sul leasing il settore mantiene un trend positivo: i canoni prime sono previsti in crescita nei prossimi mesi e l'assorbimento aumenta del 6% rispetto al 2024.
Marco Montosi, head of investment: "Il mercato immobiliare italiano ha chiuso il 2025 con oltre 12 miliardi di euro di investimenti, grazie a operazioni di rilievo e alla ripresa del retail, e si prepara a un 2026 di sostanziale stabilità. Prezzi più stabili e maggiore fiducia degli investitori favoriscono decisioni più consapevoli, con le strategie value-add a guidare il mercato e il capitale core che torna in maniera selettiva".
Elena Zanlorenzi, head of research & marketing di Savills per l'Italia: "In uno scenario caratterizzato da un'incertezza ormai strutturale, il quadro italiano si conferma positivo, anche se in rallentamento; investimenti e costruzioni hanno sostenuto la crescita nell'ultimo anno, ma diversi fattori strutturali pesano sulle prospettive. Per il 2026 ci aspettiamo un consolidamento dell'attività di investimento nel mercato immobiliare italiano. I trend di lungo periodo della domanda guideranno le strategie degli investitori alla ricerca di opportunità granulari e selettive in specifici segmenti di mercato e location. Sul fronte occupier, nonostante i livelli elevati raggiunti in alcuni settori, il divario tra domanda e offerta continuerà a spingere al rialzo i canoni, seppure in modo selettivo".
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