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13 Febbraio 2014

Sanzioni sugli affitti in nero, la parola alla Consulta

di Guglielmo Notari

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Il tema delle sanzioni previste con l'introduzione delle nuove regole per gli affitti è sotto esame da parte della Corte Costituzionale.

 

Oggetto della disamina costituzionale sono le nuove norme che riguardano le modalità di pagamento del canone di affitto, che non potrà più avvenire in contanti, ma solo con strumenti tracciabili come assegni, bonifici o carte di credito o di debito.

 

Il tutto all'insegna del mantra della lotta dura all'evasione fiscale.

 

Questa novità non ha però accolto unanime consenso e si scontra con alcune questione pratiche di non poco conto.

 

Al di là del solito e un po' muffo appello alle presunte orde di “poveri anziani”, che non sarebbero in grado di distinguere uno sportello Atm da una cabina telefonica (che per altro in giro non si trovano nemmeno più), e non avrebbero altro da fare se non trascinare la propria esistenza per interminabili file di fronte a Caf e uffici di consulenti, secondo dati ufficiali il 20% circa degli extracomunitari in affitto non sono in possesso di un conto corrente.

 

Secondo le norme, comunque, chi dovesse violare il divieto di utilizzo dei contanti dovrebbe essere soggetto alle stesse sanzioni previste per l'antiriciclaggio, che vanno da un minimo dell'1% fino a un massimo del 40% dell'importo pagato.

 

Con un minimo, al vaglio del governo, di 3mila euro.

 

In più sono previste aggravanti che scatteranno quando il contratto di affitto non venga registrato entro 30 giorni dalla sottoscrizione; quando nel contratto registrato sia indicato un importo inferiore rispetto al canone di affitto pagato e nei casi in cui venga registrato un comodato d'uso fittizio, nascondendo in tal modo un vero e proprio rapporto di locazione.

 

Le sanzioni in caso di scorrettezze negli affitti avranno effetti sia sui diritti relativi al contratto, la cui durata sarà fissata automaticamente in 4 anni rinnovabili per altri 4, sia dal punto di vista economico patrimoniale, dato che dal momento della registrazione il canone di affitto calcolato su base annuale sarà il triplo della rendita catastale più il 75% dell'adeguamento al costo della vita secondo dati Istat a partire dal secondo anno.

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