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14 Aprile 2026
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L'unione tra Salini e Astaldi farebbe nascere un super polo delle costruzioni italiane, un gigante da 45 mila dipendenti, 100.000 considerando anche gli indiretti, e commesse per 33 miliardi, capace di rivaleggiare coi competitor anche dal punto di vista dimensionale.
Un punto che di fatto è il vero punto debole del malmesso settore delle costruzioni italiane. Se infatti il 'campione' nazionale Salini ha una capitalizzazione di 1,2 miliardi di euro, deve però confrontarsi con giganti come Vinci (47 miliardi), Acis (11,4) o Hochtief (9,3). Come avviene nella maggior parte di matrimoni, i due 'sposi' hanno già sperimentato la convivenza.
Salini Impregilo e Astaldi infatti sono insieme in diversi cantieri strategici.
La società guidata da Piero Salini non ha mai nascosto che l'interesse per Astaldi nasceva anche dalla necessità di salvaguardare quei progetti. I cantieri in comune includono la linea 4 della metro di Milano o la tratta metropolitana Principe-S.Giorgio a Genova, passando per l'Alta velocità ferroviaria tra Verona e Padova. Ma ci sono anche la statale 106 Jonica e il progetto per l'Alta capacità ferroviaria Napoli-Foggia-Bari (tratta Napoli-Cancello). O il collegamento viario Porto di Ancona-A14 e statale 16. Senza considerare varie tratte di progetti ferroviari in Venezuela. L'unione quindi metterebbe in sicurezza questi cantieri, a maggior ragione se si ragiona in un'ottica di sistema e di consolidamento del settore.
Un consolidamento il cui nocciolo duro di fatto esiste, visto che Salini ha già portato a conclusione una operazione su Cossi Costruzioni (un'azienda della galassia di Condotte finita in amministrazione straordinaria), mentre Cdp, che ha sempre detto che valuterebbe operazioni di sistema, già detiene una partecipazione in Trevi (società cesenate leader nel drilling che attraversa un periodo di tensione finanziaria) attraverso Cdp Equity. Ma se "l'aspetto dimensionale è una delle cose che manca in Italia se si paragonano le società di costruzioni italiane con i player europei" ha spiegato Renato Panichi, senior director corporate ratings di S&P Global Ratings, dietro l'angolo c'è il problema del debito "che rischia di essere un fardello".
Difficile valutare quali effetti sul rating di Salini potrà avere l'operazione su Astaldi. A dicembre S&P ha messo quelli di Salini sotto osservazione, con implicazioni negative, dopo la decisione avversa nell'arbitrato su Panama.
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