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4 Maggio 2022

Risanamento: respinti ricorsi Consob contro Zunino, Mancuso e Bonato

di red

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La Cassazione ha respinto il ricorso della Consob contro la decisione della Corte di appello di Milano che, nel novembre 2018, aveva confermato l'assoluzione degli imputati Luigi Zunino, Salvatore Mancuso e Oliviero Bonato per una serie di reati finanziari commessi come manager di Risanamento. In particolare, veniva contestato loro di aver taciuto circostanze rilevanti in ordine al contratto preliminare con Limitless LLC per la cessione dell’Area ex Falck.

Secondo l'accusa, il comunicato stampa di Risanamento del 25 febbraio 2009 conteneva informazioni false in quanto non dava conto del fatto che le trattative con Limitless a quella data erano già cessate, come poi riportato nel comunicato del 19 marzo. 

Per la Cassazione però la Corte di appello "ha plausibilmente giustificato il proprio convincimento circa l'assenza di prova certa in ordine allo spirare del termine di efficacia del contratto preliminare stipulato con la Limitless LCC e in ordine all’entità del fabbisogno finanziario della Risanamento". 

Mentre con riferimento alla conversazione in cui Zunino avrebbe saputo che l'accordo con Limitless LLC era saltato “tempo addietro”, per la Corte l'espressione non individua "un momento preciso". Al contrario, vi sono prove circa il fatto che le trattative "furono con certezza in corso fino alla metà del marzo 2009". 

Dall'esame delle comunicazioni tra il 23 febbraio e il 19 marzo 2009, argomenta la Cassazione, risulta che della "grave crisi di liquidità cui si trovava esposta la società a far data dall'inizio del 2007 (a causa del forte decremento del valore degli immobili) e della sua necessità di far ricorso al finanziamento, il mercato finanziario era stato ampiamente edotto dalla Risanamento sin dall'autunno 2007, così come era stato parimenti informato della stipula di accordi di moratoria con le banche creditrici, della sottoscrizione, il 30 dicembre 2008, del contratto preliminare di compravendita del complesso ex Falck, al prezzo di 475 milioni di euro, con la Limitless LCC ed anche dell'ulteriore iniezione di liquidità che la maggior parte delle banche creditrici (Intesa San Paolo, Unicredit, BPM e Monte Paschi) avevano somministrato alla loro debitrice": tanto risultando dai comunicati emessi dal 30 settembre 2007 al 9 gennaio 2009.

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