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1 Ottobre 2014

Rincari gas e luce, l'Ucraina è solo una comoda scusa?

di G.L.

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Il primo ottobre è la data che segna il giro di boa dell’aumento delle tariffe di gas e luce. Come se nel nostro Paese ci fosse bisogno di questo, dato che già sono tra le più care d’Europa.
 
La CGIA conferma questo dato segnalando che l’onere fiscale rappresentato in Italia dai prezzi netti di energia e gas si attesta intorno al 49%; ovvero per ogni euro di bolletta, metà sono pure tasse.
 
La spiegazione che si vuole far passare per questo è la scarsità di energia venutasi a creare con la crisi in Ucraina. Ma, come segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi, perché a pagare gli effetti della difficile situazione venutasi a creare in Ucraina devono essere le famiglie italiane e non lo Stato, attraverso una riduzione del carico fiscale che è tra i più elevati d’Europa?”
 
Oltretutto, come sostiene Codacons, la “scusa” dell’Ucraina è solo, semmai, un’aggravante di una situazione in atto da ben 10 anni, durante i quali le bollette degli italiani hanno già subito rincari anche più pesanti.

Dal 2004 ad oggi – denuncia il Codacons  -  le tariffe energetiche hanno registrato un aumento medio del 39,2%, determinando nel 2014 una maggiore spesa a famiglia pari a 470 euro rispetto a 10 anni fa (+188 euro luce; +282 euro gas).

Oltretutto, il Codacons teme che dietro i rincari, più che la crisi in Ucraina, ci siano motivi di pura speculazione, dal momento che gli approvvigionamenti di energia dall’Est non si sono di fatto mai interrotti e che l’effetto psicologico degli eventi registrati in tale paese è stato pressoché nullo.

“Il nostro timore è che vi siano vere e proprie speculazioni legate al fattore stagionale – spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi – Ossia i prezzi all’ingrosso si impennano perché si avvicinano i mesi freddi e la richiesta di gas da parte degli utenti. Così qualcuno si arricchisce alle spalle dei consumatori, che tra l’altro pagano anche più tasse”.

Ecco perché l’associazione dei consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust, affinché accerti eventuali fenomeni speculativi.

Intanto, secondo i conti della CGIA di Mestre, nella graduatoria riferita al gas naturale, l’Italia si piazza a circa metà della lista dei più tartassati. Le famiglie che pagano il pegno più alto nell’Unione europea sono quelle danesi: l’incidenza media delle imposte e degli oneri para fiscali sui prezzi netti è al 128,1 per cento. Seguono le famiglie rumene, con l’88,7 per cento, quelle svedesi, con il 77,5 per cento, quelle olandesi, con il 62,9 per cento e, in coda alla “top five”, le italiane, con il 48,6 per cento. L’incidenza media europea si attesta al 28,9 per cento.

Nella classifica dell’energia elettrica sono ancora le famiglie danesi a subire il carico fiscale maggiore: 114,3 per cento. Seguono quelle tedesche, con il 90,2 per cento, quelleportoghesi, con il 75,5 per cento, quelle svedesi, con il 55,3 per cento e, infine, quelle italiane, con il 49,1 per cento. Il dato medio europeo si attesta al 43,8 per cento.

Per i dettagli scarica l’allegato.
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