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30 Novembre 2023

Proprietari e professionisti: no a vincoli uguali per affitti brevi e alberghi

di red

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“Questa casa non è un albergo”. La famosa frase rivolta dai genitori ai figli che vanno e vengono senza dare troppe spiegazioni ben si può adattare alle richieste di proprietari di immobili e operatori professionali che protestano per i nuovi vincoli sugli affitti turistici contenuti nel Decreto Anticipi, in esame presso la Commissione Bilancio del Senato.

In sostanza – spiegano le 14 associazioni di categoria – la nuova normativa contiene un emendamento che introdurrebbe un nuovo articolo relativo alle locazioni brevi con finalità turistica. L’emendamento – si legge in un comunicato congiunto - prevede, da una parte, “la virtuosa sostituzione dei tanti codici regionali con un unico codice nazionale (CIN-Codice Identificativo Nazionale) ma, nello stesso tempo, contempla tutta una serie di obblighi, vincoli, regole e controlli, tipiche degli alberghi, che sono palesemente orientati ad ostacolare le locazioni turistiche”.

Tra questi nuovi vincoli ci sarebbe “l'obbligo di dotare l'appartamento di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio” nonché l'obbligo (pericoloso nei piccoli ambienti, secondo le associazioni di categoria) “di dotare la casa affittata di estintori portatili con un minimo di estintori per piano, e così via, in pratica regole simili a quelli degli alberghi”.

Le associazioni che rappresentano proprietari, intermediari e gestori professionali (Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Aigab, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E.), tutte coinvolte nel tavolo di confronto sul Ddl Santanchè istituito presso il ministero del Turismo, fanno due considerazioni. La prima, accolgono con favore la ricezione della loro proposta in riferimento al CIN. Con la seconda, “manifestano la loro ferma contrarietà a tutte le altre disposizioni ostative che, se introdotte, disincentiveranno - in particolare nelle aree interne e nei borghi - l'investimento immobiliare finalizzato ad un segmento redditizio che negli ultimi anni ha contribuito in maniera decisiva a rendere dinamico il mercato immobiliare nazionale con evidenti benefici per il sistema Paese”.

In sintesi – riassumono le associazioni –, “l’introduzione di ulteriori vincoli e obblighi a chi affitta per periodi brevi rappresenterebbe un segnale molto negativo per il mercato e, soprattutto, infliggerebbe un duro colpo alla locazione, seppur breve, ma pur sempre locazione, allontanando l'investitore dall'acquisto con tale finalità, il tutto inficiando indebitamente i risparmi delle famiglie italiane accumulati spesso in anni e anni di sacrifici".

Infine, l’appello “al buon senso della politica nell'eliminare dal testo tali disposizioni fattivamente dannose per la proprietà, per il mercato immobiliare e per l'intera economia e che, soprattutto, non risolveranno, ma, al contrario, implementeranno forme di illegalità e di evasione fiscale, oltre a comportare un ulteriore aumento dei prezzi delle camere d'albergo."

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