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20 Ottobre 2016

Parigi in prima linea per la riqualificazione urbana

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La via della rigenerazione urbana passa per Parigi. In un periodo nel quale le città cercano di essere sempre più attrattive per investimenti esteri e domestici, la qualità  della vita, lo sviluppo di comunità intelligenti e l’innovazione rivestono un ruolo fondamentale. Questo il tema del seminario organizzato dalla Regione Lombardia sulla ricerca di Kcity “Elementi utili per individuare una strategia regionale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva per l’attrattiva nelle nostre città”.

L’ambizioso obiettivo annunciato dall’ONU è di garantire entro il 2030 ad ogni cittadino l’accesso ad un alloggio dignitoso e ai relativi servizi pubblici essenziali. Si ispira a questo obiettivo la legge regionale 16/2016 approvata lo scorso luglio. 

Di fronte ai cambiamenti sociali, economici e culturali in corso, le città sono chiamate a modificarsi e riorganizzare lo spazio abitato in base a nuove logiche di sviluppo: da questo punto di vista i vuoti urbani e gli spazi non più utilizzati si offrono come opportunità per ripensare le funzioni del territorio sviluppando nuove sinergie tra pubblico, privato e sociale.

Per migliorare la qualità della vita nella città, fattori come l’innovazione nel disegno dei servizi, la qualificazione dei modelli di sviluppo e la cura del rapporto con il territorio sono obiettivi strategici verso cui diviene prioritario orientare ogni intervento. In condizioni di scarsità di risorse, l’ottica della sostenibilità porta a scommettere sulla relazione positiva tra iniziative che perseguono interessi particolari (e che possono riguardare un’area, un gruppo sociale, un business) e obiettivi più generali (che riguardano la collettività e il bene comune).

In Europa un chiaro esempio viene da Parigi: con una popolazione di circa 2.300.000 abitanti (Milano 1.350.000) e una superficie di 105kmq (Milano 181) ha ben pochi edifici ed aree pubbliche ancora da utilizzare per rispondere alle richieste dei cittadini; il sindaco Anne Hidalgo si propone di realizzare 10.000 alloggi sociali all’anno fino al 2025, per ovviare a questa problematica. 

Il maxiprogetto di riqualificazione urbana “Reinventare Parigi”, comprende 22 progetti, selezionati tra oltre 800 dossier di candidatura. Se messo in atto, potrebbe rappresentare la più profonda trasformazione della Ville Lumière da 150 anni a questa parte.

L'impatto sul territorio sarà molto profondo: 1341 nuove unità abitative di cui almeno la metà a basso costo, disseminate sia in centro che negli arrondissement più periferici. L’obiettivo non è solo la riqualificazione, ma anche la creazione di corridoi verdi e l’integrazione degli edifici nel tessuto infrastrutturale della capitale. Il filo conduttore dei 22 progetti è senz’altro il greenbuilding: pareti vegetali, tetti verdi (per un’estensione totale di oltre 26.000 mq), orti urbani, largo uso del legno, colture acquaponiche, biofacciate, attenzione all’efficienza energetica.

Altrettanto rivoluzionaria la filosofia alla base del maxiprogetto: non più cessione delle aree al costruttore, ma opere destinate al pubblico interesse.  Un forte accento sulla centralità dei beni comuni dunque, come dimostra la trasformazione di Place de la Republique, utilizzata oggi da pubblici diversi: dalle famiglie per passeggiare e far giocare i bambini a sedi di protesta e di denuncia.

L’introduzione al Seminario è stata di Paolo Pinna, Eupolis Lombardia, mentre Paolo Formigoni della Regione Lombardia ha illustrato le ragioni della ricerca e Paolo Cottino la presentazione del rapporto intermedio della ricerca stessa.

Dopo  la proiezione di un video sul maxiprogetto parigino, Ezio Micelli, docente all'Università di Venezia, ne ha sottolineato gli aspetti salienti. Gli approfondimenti sono stati curati da Paolo Cottino, Alberta De Luca, Gianluca Nardone.

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