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4 Maggio 2021

Crif: Mutui, tassi ai minimi storici (Report)

di red

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L’emergenza sanitaria continua a impattare sull’andamento economico, con conseguenze significative anche sul mercato dei tassi e delle offerte di mutuo destinate a privati e aziende.

Gli spread sui mutui a tasso fisso, nel mese di marzo, hanno raggiunto nuovamente valori prossimi ai minimi storici di sempre. Prendendo ad esempio un’operazione di mutuo da 140.000 euro con durata 20 anni e valore immobile di 220.000 euro, i migliori spread si mantengono allo 0,8% per i mutui a tasso variabile e dallo 0,3% a poso sopra lo 0,1% per quelli a tasso fisso. Sono alcune delle evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale di CRIF.

Stefano Magnolfi, executive director di CRIF Real Estate Services: “Nel corso del 2020 il mercato immobiliare italiano ha evidenziato una tenuta insperata. All’indomani dello scoppio della pandemia, infatti, si temeva una riduzione delle compravendite di abitazioni anche superiore al 20%, interrompendo bruscamente un periodo di crescita sui volumi transati che durava da oltre 5 anni. A consuntivo, invece, la flessione si è ‘limitata’ al -7,7% con un rimbalzo significativo nella seconda parte dell’anno, a fronte di un miglioramento generale del clima di fiducia delle famiglie, complici gli aiuti governativi e la scoperta dei vaccini. Da notare che l’acquisto di abitazioni si è rivolto più diffusamente alle città minori, con incrementi a due cifre sugli scambi. Questo a sottolineare la crescente propensione delle famiglie verso un acquisto immobiliare decentrato, e che privilegia maggiori spazi a disposizione, maggiore sostenibilità e migliore qualità della vita a fronte di prezzi ben inferiori a quelli dei grandi centri urbani. La nostra sensazione è che qualcosa sia cambiato nell’approccio e nei criteri di scelta nei confronti dell’investimento immobiliare. Di certo il tema delle prestazioni energetiche della casa sarà fra i fattori che maggiormente condizioneranno il mercato nei prossimi anni. Il Superbonus 110%, che da subito ha suscitato un notevole interesse, si sta nei fatti rivelando ostico sul piano attuativo (a metà marzo si registrano investimenti per 800 milioni di euro a fronte degli 11 miliardi di euro stanziati dal Governo per questa misura) e, se non si dovessero realizzare le semplificazioni e le proroghe da tutti auspicate, si rischierebbe di sprecare un’occasione straordinaria per mettere mano al vetusto patrimonio immobiliare italiano”.

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