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2 Gennaio 2015

Milleproroghe: salta il blocco degli sfratti

di F.B.

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Questa volta non ci sarà nessuna proroga per gli sfratti.

Il decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, non contiene il tradizionale allungamento dei tempi della locazione per gli inquilini con un contratto d’affitto scaduto, che era stato invocato nei giorni scorsi dalle associazioni dei consumatori e degli inquilini.

Sino ad oggi, beneficiavano della proroga le famiglie con  redditi bassi (inferiori ai 27 mila euro annui lordi) o con anziani, malati e figli piccoli a carico.

Dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti spiegano che il provvedimento non è stato prorogato perché sono invece stati costituiti due fondi: uno da 200 milioni di euro per gli affitti e un altro da 226 milioni per la morosità incolpevole. Sono stati inoltre stanziati 400 milioni per la ristrutturazione degli alloggi popolari.

Spiegazione insoddisfacente per Daniele Barbieri, segretario generale del Sunia, per il quale "la categoria di inquilini in questione non è interessata dai fondi di cui parla il ministero". Si tratta, infatti, di persone che "pagano regolarmente, non di morosi".  Il loro problema è piuttosto il contratto di affitto scaduto che da oggi non sarà più rinnovato. 

Confedilizia accoglie, invece, positivamente la decisione del Governo. Per il presidente Corrado Sforza Fogliani "Il governo evita il trentunesimo blocco degli sfratti” e interrompe così “la rituale liturgia”.

“Quanto ai nuclei familiari con problemi abitativi – conclude Sforza Fogliani – l’ultima volta che gli sfratti bloccati li ha contati il Ministero, in un momento in cui nessuna risorsa si trovava per il settore, sono risultati 2889 in tutto, concentrati a Napoli, Roma e Milano, dove i contratti concordati hanno funzionato poco. Allora si parlava non di 30 mila famiglie a rischio, ma di 100 mila …”.

Positivo anche il commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, che parla di “un primo segnale per ripristinare la fiducia dei risparmiatori” che investono nella casa. “Non dimentichiamo – ha sottolineato il numero uno dell’associazione milanese –  che spesse volte il contrasto tra proprietario ed inquilino protetto si è  risolto in un conflitto tra poveri, essendo il proprietario a sua volta bisognoso”. 

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