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7 Luglio 2011

Ma quale ripresa, Tremonti e Prodi dicono il contrario (lo stesso giorno)

di Maurizio Cannone

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- C’è il gioco delle parti in cui i governanti ripetono all’infinito che tutto va bene.

E qui Berlusconi interpreta la parte da sempre.

Quando però a smentirlo, nello stesso giorno, sono due esponenti più che autorevoli di schieramenti opposti tra loro, forse è il caso di preoccuparsi davvero.

Almeno se si vuole comprendere la realtà e non vivere di proclami che alla base hanno solo ignoranza o malafede.    

Giulio Tremonti, ministro dell’economia del Pdl, e Romano Prodi, ex presidente del Consiglio ovviamente di centrosinistra, nella giornata di ieri hanno dichiarato più volte che la crisi è tutt’altro che finita.

Tremonti, intervenendo all'assemblea della Coldiretti, ha detto: “la crisi non è finita, continua e questo deve preoccupare tutti”.

“Stamattina sono emersi dubbi sulla manovra stessa.

Vedere che, per ragioni assolutamente comprensibili, viene rinviato tutto al governo successivo ha portato gli investitori nel mondo finanziario a grande diffidenza”.

Lo ha detto l'ex premier, Romano Prodi, al termine della presentazione a Bologna del rapporto sull'economia elaborato dal centro studi Prometeia dove si parla del rischio per l'Italia di posticipare i tagli nel biennio 2013-2014.

A giudizio di Prodi, che fa parte del comitato scientifico dell'associazione, la ripresa economica nel nostro Paese è un percorso “con ostacoli altissimi, cioè - emerge dai dati - che arriveremo, se tutto va bene, al livello pre-crisi nel 2014. Quindi, una ripresa lentissima, non dico inesistente, ma insomma lentissima.

E quindi con grande preoccupazione per l'occupazione”.

Se due esponenti così autorevoli di fronti totalmente in antitesi dicono la stessa cosa forse c’è da prestare attenzione.

E in questo stride il messaggio di ieri che il presidente del Consiglio Berlusconi ha inviato ad Assoimmobiliare:

“Nonostante la difficile congiuntura, il real estate italiano è destinato a una ripresa e, quindi, a contribuire allo sviluppo del Paese, cosa che richiederà ancor più che in passato uno speciale impegno degli imprenditori e di tutti gli operatori del settore.

Il Governo è attento al settore immobiliare in quanto leva importante dell'economia del nostro Paese”. 

Tocchiamo ferro. 
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