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25 Marzo 2026
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L'agilità degli spazi è una priorità strategica per l'88% delle organizzazioni a livello globale. Dai contesti corporate al retail, dalla sanità all'hospitality, il design è una leva della trasformazione immobiliare e un fattore di competitività. È quanto emerge dal report Global Design Perspectives 2026, elaborato da JLL e Tétris, che analizza l'evoluzione del settore e il ruolo della progettazione nella valorizzazione degli asset immobiliari.
Gli immobili stanno evolvendo da semplici contenitori funzionali a piattaforme adattive integrate, capaci di coniugare flessibilità operativa immediata e strategie di crescita di lungo periodo. Le organizzazioni cercano spazi in grado di migliorare la produttività e, al contempo, di ottimizzare i costi operativi.
L'integrazione tra innovazione tecnologica e centralità delle persone rappresenta la sfida principale per il settore e richiede spazi ad alte prestazioni, strutturalmente flessibili e in grado di generare valore sostenibile per gli stakeholder.
Secondo lo studio, l'85% delle organizzazioni considera prioritaria l'adozione di modelli di lavoro flessibili, dando vita a un nuovo paradigma: gli spazi devono potersi adattare rapidamente alle evoluzioni del lavoro e della tecnologia.
Parallelamente, il 93% degli investitori riconosce che gli immobili tecnologicamente avanzati offrono performance superiori rispetto agli asset tradizionali, e la maggioranza delle organizzazioni è disposta a sostenere investimenti aggiuntivi per accedere a spazi dotati di tecnologie innovative. "La flessibilità si traduce in soluzioni come configurazioni spaziali modulari, sistemi di partizione mobile, infrastrutture plug-and-play per le tecnologie e ambienti auto-configuranti tramite intelligenza artificiale - osserva Elena Maria Caregnato, head of design di Tétris Italia. A queste si affiancano elementi come pod aggregabili, led immersivi e media wall, che rendono gli spazi dinamici e riconfigurabili".
L'accelerazione digitale ha rafforzato il valore degli spazi fisici: in un contesto sempre più permeato dalla tecnologia cresce l'esigenza di ambienti che favoriscano connessione umana, senso di appartenenza e identità territoriale. Il 65% degli intervistati privilegia esperienze "uniche e distintive", mentre il 61% mostra interesse per ambienti dedicati al digital detox. Ne deriva una richiesta progettuale di integrazione di aree technology-free all'interno di edifici altamente tecnologici.
"Il design deve andare oltre l'estetica", spiega Caregnato. "Occorre progettare spazi che offrano esperienze sensoriali positive e ambienti ad alte prestazioni, attraverso materialità tattili, comfort acustico personalizzato, illuminazione circadiana, elementi biofilici e palette cromatiche naturali".
La tendenza all'iper-personalizzazione, diffusa nell'entertainment e nel retail, si estende agli ambienti fisici con l'obiettivo di progettare ecosistemi esperienziali modulari, integrando tecnologie immersive e intelligenza artificiale. Il report evidenzia differenze generazionali: il 63% degli intervistati riconosce il potenziale dell'intelligenza artificiale negli ambienti di intrattenimento; le generazioni più giovani mostrano una maggiore propensione per soluzioni tecnologiche avanzate, mentre quelle più mature privilegiano servizi basati su ospitalità e interazione umana.
La progettazione deve quindi bilanciare componenti digitali e fisiche: da un lato touchpoint digitali intelligenti, sensoristica comportamentale e ambienti immersivi; dall'altro spazi per eventi in presenza, experiential retail e servizi orientati all'ospitalità.
Con il 92% delle organizzazioni che indica la produttività della forza lavoro come obiettivo strategico nei prossimi tre anni e il 63% dei dipendenti che si dichiara più produttivo in ufficio, la progettazione converge su ambienti concepiti come ecosistemi interconnessi, che combinano aree collaborative, zone relax acusticamente trattate, spazi sociali, ambienti per attività di aggregazione e contesti inclusivi progettati per diverse modalità di lavoro.
"Flessibilità, connessione umana, personalizzazione e sistemi interconnessi devono confluire in una strategia unitaria che generi valore - commenta Jose Maria Casanova, managing director di Tétris Italia. Questo approccio integrato consente di allineare gli investimenti alle esigenze di chi vive gli spazi, migliorando l'esperienza utente. Diventa essenziale investire in infrastrutture adattive, progettare ambienti centrati sulle persone che stimolino creatività e collaborazione e adottare nuovi parametri di misurazione che vadano oltre le metriche tradizionali, includendo esperienza, capitale sociale e risultati di team".
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