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Nell'ambito dell'inchiesta sui lavori del Porto di Imperia è scattato l'arresto per Francesco Bellavista Caltagirone (foto), imprenditore romano a capo della società Acqua Marcia coinvolta nella costruzione della nuova infrastruttura della città ligure.
Caltagirone, 73 anni, è stato fermato mentre saliva le scale del palazzo del Comune, dove era atteso dal sindaco, Paolo Strescino.
Dopo un interrogatorio durato circa due ore, l'imprenditore è stato accompagnato nel carcere di Imperia.
La misura di custodia cautelare - voluta dal pm di Imperia, Maria Antonia Cazzaro e firmata dal Gip - è stata emessa per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Emessa una misura cautelare – nella stessa inchiesta dove è coinvolto anche l'ex ministro dello Sviluppo econmico, Claudio Scajola - anche nei confronti dell’ex direttore della Porto di Imperia spa, Carlo Conti.
Per lui l’accusa è di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.
Indagati ma a piede libero anche Paolo Calzia, 69 anni, di Imperia, che all’epoca dei fatti contestati era direttore generale del Comune di Imperia; Delia Merlonghi, 67 anni, di Roma, legale rappresentante della società di Caltagirone Acquamare, e Domenico Gandolfo, già direttore della Porto di Imperia.
L’inchiesta sulla Porto di Imperia Spa, società che ha in concessione i lavori di costruzione del nuovo approdo, fu avviata nell’ottobre 2010 dalla Procura per chiarire le modalità di assegnazione dell’appalto da parte del Comune.
Per la costruzione del porto turistico non è mai stato infatti emesso un bando di gara e i costi dei lavori, in un primo tempo di 30 milioni, sono poi lievitati fino a 140 milioni.
Lo scorso anno, a gennaio, su decisione del dirigente dell’Ufficio Porto e Demanio del Comune, Pierre Marie Lunghi, vi era stata la revoca della concessione.
I lavori sono cominciati nel 2007 e sono quasi completati, ma l’inchiesta avviata dalla Procura nel 2010 li ha di fatto bloccati.
La Porto di Imperia Spa è divisa in tre quote detenute dalla Acquamare di Bellavista Caltagirone per il 33,3%, dal Comune di Imperia per un altro 33,3% e da un terzo gruppo di imprenditori locali per il restante 33,3%.
Tra questi ultimi risulta presente anche Pietro Isnardi, suocero di Claudio Scajola.
“Nessuna irregolarità – si è difeso l’ex ministro Scajola, dichiarandosi “sereno” e parlando di un “tiro al bersaglio” ai suoi danni.
Anche Caltagirone Bellavista ha sempre parlato di “totale correttezza amministrativa e contabile dell’operazione”.
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