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12 Maggio 2026
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Ancora pesante il retail europeo, nonostante il dato positivo dell’ultimo trimestre. Nel Q3 2012 si sono infatti registrati investimenti per 7,1 miliardi di euro, +12% rispetto al trimestre precedente (ma -18% rispetto al Q3 2011).
Ma il dato è solo parzialmente incoraggiante.
Se si guarda la prima parte del 2012 il quadro resta profondamente negativo.
Il volume degli investimenti nel settore retail in Europa nei primi sei mesi dell’anno ha superato di poco i 12 miliardi di dollari, il 40% circa in meno rispetto al primo semestre 2011 (20,4 miliardi).
“La contrazione rispetto al semestre precedente ha interessato quasi tutti i mercati – spiega Alessandro Mazzanti, amministratore delegato di CBRE Italia.
I Paesi nordici e quelli Cee, le mete preferite dagli investitori nei trimestri precedenti, sono stati i mercati con le contrazioni maggiori, oltre l’80%”.
Guardando ai singoli Paesi, è ancora sostenuta la domanda nel settore high street in Francia, concentrata prevalentemente nelle vie più pregiate di Parigi, nonostante i livelli elevati dei canoni.
Il prime nella capitale francese è aumentato del 10% nel secondo trimestre dell’anno come conseguenza della forte domanda nelle top location dove la disponibilità è pressoché nulla.
La Germania continua a essere uno dei mercati più brillanti in Europa.
Non a caso una delle maggiori transazioni del periodo si registra qui, a Stoccarda, per lo Shopping Center Milaneo rilevato al 78% dall’Hamburg Trust’s per 400 mln di euro.
In generale, le vendite al dettaglio si sono confermate solide, pur se con una significativa differenza tra settori.
La domanda di spazi di qualità continua a essere molto elevata nelle città principali dove la disponibilità si sta riducendo sensibilmente.
Condizione che porta al rialzo dei canoni di locazione.
Per la fine dell’anno, la domanda di spazi prime dovrebbe confermarsi sostenuta, mentre posizioni secondarie e terziarie potrebbero andare incontro a condizioni di mercato più difficili.
In Spagna la domanda dei retailers si è indebolita, in linea con il calo delle vendite osservato nel comparto.
La mancanza di spazi prime disponibili è il principale fattore che sta mantenendo stabile il livello dei canoni.
Con l’aggravarsi della situazione economica, i redditi delle famiglie sono previsti in calo con conseguente contrazione attesa nelle vendite.
Migliora la fiducia dei consumatori nel Regno Unito nonostante le difficili condizioni di mercato e le non rosee prospettive per l’occupazione.
Infatti, le vendite sono cresciute dello 0,3% nel secondo trimestre 2012 (Eurostat).
In comune con le altre grandi città europee, i canoni prime nel centro di Londra sono aumentati a causa della domanda che supera l’offerta.
Da notare come in UK si sia registrato il maggior numero di transazioni in Europa nell’ultimo trimestre, 17 quelle di valore superiore ai 50 mln di euro, tra cui spicca l’acquisto del Festival Place shopping centre di Basingstoke da parte del fondo d’investimento previdenziale TIAA-CREF’s per 354 mln.
Come si evolverà il mercato a breve?
“Oggi il flight to quality si traduce nella ricerca di asset che rispondano a standard qualitativi più elevati rispetto al passato e che assicurino garanzie di reddito elevate e su lunghi periodi di tempo – commenta Mazzanti.
In questa fase di mercato stiamo assistendo al progressivo esaurimento di prodotto core e al crescente gap tra mercati prime e secondari.
Da una parte Londra, Parigi, Germania e Paesi nordici che rimangono in cima alla lista di preferenze degli investitori, dall’altra i Paesi del sud Europa in grave difficoltà.
Per quanto riguarda lo scenario futuro possibile è difficile fare previsioni, stante la difficoltà dei governi ad affrontare in tempi rapidi i nodi strutturali della crisi.
La progressiva riduzione di asset prime a cui stiamo assistendo sta spingendo gli investitori a considerare opportunità core plus e value added, che finora hanno attratto un numero limitato di investitori”.
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