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14 Aprile 2026
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Nel corso del 2015 accelera la caduta del prezzo della casa usata in Italia, dove i valori delle abitazioni sono calati del 5%, a 1.973 euro/m² dopo un’ulteriore flessione dell’1% nell’ultimo trimestre.
È quanto emerge dall’ultima ricerca di Idealista.it in cui si sottolinea che i prezzi continuano a scendere confermando una tendenza in atto ormai dal 2010, anche se in alcune delle principali piazze immobiliari del Paese le quotazioni presentano variazioni positive.
Per Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di idealista: “L’anno si chiude con un calo dei valori oltre le attese, ma il quadro generale, in graduale miglioramento, fa ben sperare per un 2016 vivace sul fronte delle transazioni e più stabile sul fronte dei prezzi. Valori che, secondo le nostre attese potrebbero oscillare in una forbice compresa tra il -2,5% e lo 0%, dato rivisto a ribasso dopo il risultato dell’ultimo trimestre, inferiore alle aspettative”
Solo la Valle d’Aosta chiude l’anno con un bilancio positivo relativamente ai prezzi del già esistente: +1,1%. In tutte le altre regioni si assiste a un deprezzamento del valore immobiliare della casa, con la maggior caduta in Friuli Venezia Giulia, dove i valori sono calati dell’8,3% negli ultimi dodici mesi. Subito a seguire si collocano il Piemonte (-8%) e la Lombardia (-7,2%). I ribassi minori nelle Marche (-0,9%) e in Trentino Alto Adige (-0,6%). La Liguria, con 2.734 euro al metro quadro, continua a guidare la graduatoria dei prezzi a livello regionale seguita dal Lazio (2.648 euro/m²) e Valle d’Aosta (2.473 euro/m²). All’opposto della tabella troviamo la Calabria, fanalino di coda con i suoi 976 euro.
Il 2015 è stato un anno che ha visto la prevalenza di valori negativi molto marcati a livello provinciale, con prezzi in calo in 67 delle 103 macro aree rilevate, segno che nei centri minori la fase recessiva si può dire tutt’altro che conclusa. La provincia di Roma (-12,8%) guida la lunga sequenza di ribassi davanti a Enna (-11,7%) e Torino (-10,6%). Cali a due cifre anche a Genova (-10,3%), Siena (-10,3%) e Gorizia (-10,1%). All’opposto, rimbalzi importanti nelle province di Verona (11,5%), Pesaro-Urbino (9,1%) e Rimini (6,2%). Nel ranking dei valori, Savona (3.423 euro/m²) continua ad essere la provincia più cara, davanti a Bolzano (3.117 euro/m²) e Roma (2.847 euro/m²). In tutto sono 11 le aree provinciali dove i prezzi non superano i mille euro al metro quadro, tutte al sud tranne Biella, che chiude la graduatoria dei prezzi con 754 euro al metro quadro. I prezzi hanno proseguito in trend discendente nella maggior parte delle città capoluogo italiane: 41 dei 93 centri monitorati durante il corso dell’anno hanno accumulato ribassi superiori al 5%.
Cali a due cifre in 9 centri a partire da Pordenone (-17,4%), Vercelli (-12,3%) e Barletta (-11,7%), dove i prezzi sono crollati.
Anche l’andamento dei principali mercati rispecchia la tendenza generale, con rare eccezioni come Milano (0,7%) e Napoli (0,1%), pressoché stabili durante l’arco dell’anno. Per il resto, cali sopra la media nazionale nel periodo di analisi a Genova (-11,6%), Bari (-8%), Padova (-7,6%), Roma (-7,5%) e Palermo (-7%). Svalutazioni sotto la soglia del 5 per cento a Catania (-4,1%), Firenze (-2,2%), Venezia (-1,6%) e Bologna (-0,2%). Nel ranking delle città più care, Venezia (4.383 euro/m²) precede Milano (3.489 euro/m²) e Bolzano (3.420 euro/m²), che scalzano Roma (3.396 euro/m²) e Firenze (3.394 euro/m²) dal podio. La capitale è scivolata dalla seconda alla quarta posizione del ranking dei valori immobiliari rispetto a un anno fa. Nella parte opposta della tavola, Biella perde ancora terreno e rimane la città dove comprare casa costa meno, con 795 euro/m².
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