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29 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Migliaia di investitori dell'Empire State Building hanno proposto azione di responsabilità contro i manager della società che gestisce il grattacielo newyorkese a causa di perdite subite di almeno 400 milioni di dollari (293 milioni di euro) in potenziali profitti mancati.
Secondo la citazione in giudizio, infatti, i manager avrebbero preferito ignorare le offerte in contanti per la storica torre di 103 piani decidendo di conferirla assieme ad altri 11 edifici newyorkesi e nel Connecticut in un Reit quotato lo scorso ottobre.
L'Ipo, con la vendita di quote a 13 dollari ciascuna (9,53 euro), implicherebbe una valutazione del grattacielo di 1,89 miliardi di dollari (1,385 miliardi di euro), molto meno rispetto alle offerte pervenute.
Tra giugno e settembre ne sarebbe stata avanzata una per contanti da 2,3 miliardi di dollari (1,685 miliardi di euro).
Ad arricchirsi, secondo le accuse, sarebbero invece stati solo Peter e Antony Malkin, padre e figlio, magnati immobiliari che gestiscono materialmente la proprietà, che avrebbero anteposto i propri interessi a quelli degli azionisti storici dell'Empire state building.
Secondo la citazione, infatti, i due dalla quotazione avrebbero tratto profitti personali per almeno 300 milioni di dollari (220 milioni di euro circa) in commissioni e vantaggi fiscali per le proprie aziende.
Si tratta comunque solo dell'ultima azione legale intentata su proprietà e interessi che gravitno attorno al palazzo-icona della Grande mela, reso celebre anche da numerosi film a cominciare da King Kong del 1933.
Completato nel 1931, al termine di una sfida condita da trucchi e colpi bassi con il vicino Chrisler Building per assicurarsi la vetta del mondo, l'Empire State Building, la cui costruzione iniziò nel 1930 anche come tentativo di reazione alla crisi del '29, fu l'edificio più alto del mondo sino al 1973, quando venne spodestato dalle Twin Tower.
La struttura proprietaria precedente risale al 1961, quando vennero vendute azioni dell'edificio a 10mila dollari ciascuna e spezzature da 5mila dollari per incentivare la partecipazione anche di newyorkesi non ricchi.
La raccolta fu un successo, soprattutto tra i piccoli investitori, che volevano possedere una piccola parte della storia città.
E sarebbero stati proprio questi stessi investitori o i loro eredi a promuovere la class action contro gli amministratori.
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