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14 Novembre 2017

Halldis: China Project per aggredire il mercato asiatico

di J.B.

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Diffondere il proprio marchio in Cina e generare delle prenotazioni dirette.  Questi gli obiettivi di “China Project”, l’iniziativa di Halldis, società italiana nel campo degli affitti temporanei, che aggredisce direttamente il mercato cinese.

Sono circa 10 milioni i cinesi che si si affidano agli affitti temporanei durante i loro viaggi in europa, di cui 1,5 milioni solo in Italia.

La strategia si basa su accordi con i principali portali di distribuzione cinesi, oltre alla collaborazione con alcuni partner cinesi che garantiscono una customer experience direttamente in lingua cinese, cn metodo di pagamento più famigliari al consumatore asiatico.

Nel realizzare “China Project”, Halldis ha studiato anche i comportamenti sociali dei cinesi approfondendo il cosiddetto "guanxi", un concetto che si rifà al pensiero di Confucio, e che indica un sistema di relazioni molto profonde, una trama di rapporti sociali ed economici.

Fondamentale l’analisi dei nuovi comportamenti tecnologici. In città come Shanghai e Pechino i giovani fanno spesa al supermercato online con consegna lo stesso giorno in ufficio, pagano gran parte degli acquisti col cellulare, prenotano taxi o biglietti per i mezzi pubblici con Wechat e nel ristorante il menu è un tablet con foto o video del piatto che via Internet si collega direttamente alla cucina.

Roger Bisschoff, head of distribution and partnerships di Halldis: “A livello mondiale nessun altro operatore del vacation rental offre un servizio simile al nostro. Siamo i primi ad avere la soluzione tecnica per offrire la possibilità di prenotare direttamente da un sito hostato in Cina, offrendo metodi di pagamento locali con personale di vendita e customer care in lingua. Stiamo implementando una strategia di marketing focalizzata sui social media, creando dei contenuti per generare un flusso di traffico verso il sito cosi creando brandawareness che aiuta anche ad aumentare le vendite derivanti da siti terzi (OTA o agenzia). Un lavoro importante è stato fatto in fase di studio e sviluppo. Non è possibile semplicemente copiare la strategia occidentale, tradurla e pensare che possa funzionare. Bisogna essere consapevoli dei comportamenti tecnologici, sociali e culturali in un’ottica di marketing”.

Alberto Melgrati, CEO di Halldis : “Ci stiamo espandendo con un  portfolio che aumenta di circa 400 unità all'anno. Cerchiamo nuovi mercati e quello del viaggiatore outbound cinese ha un grande potenziale verso l'Europa, che per la Cina in questo momento è ancora una destinazione abbastanza esotica, ma con 10 milioni di visitatori all'anno, di cui 1,5 in Italia, è in crescita vertiginosa. Anche se la maggior parte dei cinesi sceglie l'albergo come accommodation ideale, l’opzione di una casa è sempre più frequente, soprattutto per le nuove generazioni: l'età media del free independent traveler è intorno ai 30 anni. Se pensiamo che solo il 5% dei cinesi ha un passaporto e che la conoscenza media delle destinazioni europee non è sofisticata, prevediamo una parallela crescita esponenziale dei servizi a supporto per ottenere visti, ma anche per arricchire queste esperienze di contenuti: non è un caso che stanno aumentando i voli diretti per l'Europa, insomma il potenziale di questo mercato è notevole. Stiamo investendo da due anni su un network di relazioni dirette e sulla condivisione delle piattaforme applicative ad hoc per questo mercato".

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