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14 Aprile 2026
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L’innovazione apportata dalle soluzioni fintech alle operazioni di factoring, nell’ambito del finanziamento della catena della distribuzione, integra in positivo l’offerta di servizi a supporto del capitale circolante delle imprese.
Il convegno “Supply Chain Finance: il credito di filiera verso nuove prospettive” organizzato dall’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, ha costituito un’occasione per discutere del reverse factoring, strumento finanziario attraverso il quale una grande impresa può facilitare l’accesso al credito da parte di propri fornitori selezionati.
Nel 2017, su un volume d’affari complessivo del factoring di 222 miliardi di euro, il reverse factoring ha raggiunto i 16 miliardi di euro, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente.
Secondo Assifact, che collabora con l’Osservatorio Supply Chain Finance per una ricerca congiunta sul tema, la crescita potrà essere ulteriormente accelerata grazie all’innovazione portata da piattaforme e soluzioni fintech.
Rony Hamaui, membro del comitato esecutivo in qualità di Past President di Assifact: “Quella tra factoring e fintech una relazione vantaggiosa e vincente per entrambi. Il factoring offre un servizio più complesso, ricco e personalizzato, focalizzato sulla gestione del credito commerciale. Con il cliente la società di factoring, che si presenta come un partner strategico dell’impresa, stabilisce una relazione profonda. Il fintech aumenta l’efficienza del sistema e riduce i costi operativi, valorizza al massimo le economie di scala e consente di coprire segmenti di clientela attualmente non serviti”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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